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News

 
Intervista a Leonardo Caserta      
Pubblichiamo un'intervista a Leonardo Caserta: maestro di Diego Occhiuzzi, medaglia di bronzo a Pechino 2008.  

03/09/2008

Il maestro Leonardo Caserta, napoletano di 37 anni, è responsabile del fiorente settore della sciabola del Circolo Posillipo da circa dieci anni.
Nato, schermisticamente, proprio al Posillipo, Leonardo è stato un atleta di ottimo livello: puಠvantare numerosissime presenze in nazionale, sia under-20 che assoluta, ed un titolo di Campione del Mondo Militare, oltre a vari campionati Italiani a squadre.
Lasciata l'attività  agonistica, ha preso le redini della sciabola posillipina, riuscendo a far ottenere ai propri allievi brillanti risultati in tutte le categorie.
L'ultimo ed il più prestigioso di tutti è stato il bronzo vinto da Diego Occhiuzzi alle recentissime Olimpiadi di Pechino.

In quale momento il sogno di vedere Diego alle Olimpiadi ha cominciato ad assumere una certa concretezza?

"Direi nella scorsa stagione, quando si classificಠterzo nella gara di Coppa del Mondo di Las Vegas. Fino a quel momento Diego dava l'idea di essere un atleta dalle capacità  inespresse, con  un grandissimo potenziale che faticava ad uscire fuori. Ho creduto, come poi è effettivamente avvenuto, che quel risultato potesse sbloccarlo e dargli fiducia. Nella gara di Coppa del Mondo di Plovdiv, quest'anno, ha dimostrato una grandissima maturità  e solidità  schermistica, soprattutto nella prova per equipe dove lui è stato il vero e proprio anello di congiunzione della squadra nel momento più difficile della qualificazione olimpica."

 Come hai vissuto tutto il durissimo periodo di qualificazione?

"Molto serenamente. Ho sempre avuto la certezza che il futuro potesse sorridere a Diego e poi, lo ripeto, durante tutta la stagione il suo contributo nella gare a squadre è stato determinante."

Ma parliamo del momento più caldo dell'estate. Come e quando hai visto le gare di sciabola di Pechino?

Ero a Ischia con la mia fidanzata, ospite per il week-end da alcuni amici. Eravamo tutte persone legate allo sport e, in particolare, alla scherma, per cui il clima era davvero speciale. Certo ero molto dispiaciuto di non poter essere personalmente a Pechino ma, durante l'anno, al contrario di altri maestri non particolarmente gravati da impegni di club, non ho potuto accettare tutte le convocazioni in nazionale per non lasciare il lavoro in sala a Napoli. La squadra di sciabola del Posillipo, infatti, è molto nutrita e di ottimo livello e necessita di un attenzione costante. Per seguirla al meglio non posso allontanarmi per troppo tempo.

Comunicavi con Diego, mentre era a Pechino?

"Si per telefono e con msn. Lui mi ha chiamato subito dopo il match con la Francia per dirmi che non avrebbe tirato nella sfida contro la Russia, Quello è stato il momento più duro.

Come spieghi quel "giro a vuoto" di Diego contro la Francia?

In realtà  nei primi due match aveva tirato molto bene. Poi con Sanson (con cui poi ha avuto il black out) ha subito le prime due botte a causa di un po' di sfortuna, senza grande demerito, e questo gli  ha fatto perdere fiducia in sà© e lo ha fatto contrarre. In questi casi è difficilissimo uscire dal giro negativo. Devo anche dire che Diego è arrivato particolarmente stanco alle Olimpiadi, perchà© ha dato tutto sà© stesso per ottenere la qualificazione.

Personalmente che effetto ti ha fatto l'aver contribuito a portare una medaglia olimpica al Circolo?

"Mi da, ovviamente, molta gioia, ma mi lascia anche un desiderio di rivalsa. In futuro lavoreremo per conquistare una medaglia di maggior prestigio e magari con qualche altro nostro atleta insieme a Diego.

 Te la aspettavi questa medaglia?

"Onestamente si. Sapevo che l'Italia a squadre aveva tutte le qualità  per riuscire. Avevo speranze anche per la gara individuale perchà© le Olimpiadi spesso portano alla ribalta volti nuovi e Diego è in un buon momento ma, comunque, per adesso, va bene così.

 Quali sono, da maestro, i tuoi prossimi obiettivi?

"Per quanto riguarda Diego, l'obbiettivo è il consolidamento della sua posizione nella squadra azzurra ed il suo ulteriore miglioramento da un punto di vista mentale e psicologico.
Per quanto riguarda il resto della sala, invece, desidero lavorare in particolar modo con i più giovani:al Posillipo ci sono tanti ragazzi di 15- 16 anni con ottime potenzialità . Infine bisognerà  dedicarsi molto anche agli altri nazionali che devono ulteriormente consolidarsi.

Qual è l'aspetto del tuo lavoro che più ami?

"Ce ne sono molti, ma più di tutto amo il rapporto che si crea con i  ragazzi, il fatto di condividere con loro il lavoro, le gioie e i dolori. Inoltre, tecnicamente la scherma è molto interessante perchà© è uno sport in continua evoluzione e per insegnare devi effettuare ricerche e trasformazioni continue. Un'altra cosa bella è la lezione pratica con l'allievo: quando c'è sintonia ci si muove in due ma come una sola persona.

Nerea Soditra


 
 

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