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Armi Medievali

Spada bastarda a una mano e mezzaL'arma scuola da noi preferita per la scherma medievale è la spada a una mano e mezza, anche nota come spada bastarda. 

Quest'arma, lunga più di un metro (dovrebbe arrivare all'ombelico del portatore, all'incirca) e utilizzata principalmente nel 1400, è ideata per essere usata a due mani, ed è da noi considerata l'arma migliore per l'apprendimento delle tecniche di base e per un primo approccio alla scherma, anche e soprattutto perché il principale trattato del periodo, il Flos Duellatorum, ne descrive numerose tecniche.

La spada bastarda, chiamata così proprio perché è un incrocio tra una spada a due mani (un'arma che come minimo dovrebbe arrivare all'ascella del portatore, ma che secondo alcuni trattati dovrebbe essere anche più alta) e una spada ad una mano (lunga circa un metro), è composta da 4 elementi costitutivi:

- Una lama, che attraversa tutta la spada nel senso della lunghezza, dalla punta fino al codolo, che si trova all'interno dell'impugnatura.

- Un elsa, di varie dimensioni e forme, che fa da protezione alle mani, ma che funge anche da simbolo (non è un caso che la maggior parte dei cavalieri cristiani utilizzasse una guardia dritta, in quanto la spada, nel suo insieme, prendeva la forma di una croce), e eventualmente da arma.

- Un manico, spesso semplicemente una striscia di cuoio stretta attorno al codolo.

- Un pomo, o pomolo, utilizzato per tenere la spada assieme (l'ultima parte del codolo viene ribattuta su di esso), ma anche come leva per la mano sinistra (vedere le tecniche) e per controbilanciare il peso della lama.

Una spada può dire molto del proprio portatore, anche prima di essere sguainata. C'è chi preferisce un'arma più pesante e massiccia, preferendo eliminare l'avversario con pochi colpi potenti e precisi; o chi invece preferisce un'arma più leggera, e punta a colpire i punti deboli dell'avversario con movimenti rapidi e finte.

Anche il modo in cui è bilanciata una spada è importante: per testarlo, è sufficiente mettere due dita sotto la lama, a partire dall'elsa, e farle scivolare verso la punta, fin quando la spada smette di tendere a cadere. Una spada bastarda perfettamente bilanciata si troverà in equilibrio a 3-4 dita di distanza dall'elsa, ma un bilanciamento diverso darà al suo portatore vantaggi e svantaggi: se l'arma e sbilanciata verso il pomo, l'arma sarà meno stancante da usare, ma colpirà con minore decisione. Al contrario, un'arma sbilanciata verso la punta sarà estremamente violenta all'impatto, ma molto stancante.
A riguardo, è interessante notare come i vichinghi, un popolo certamente non noto per la sua delicatezza, utilizzassero delle spade molto sbilanciate in avanti, con l'obbiettivo di spezzare gli scudi, e le teste, dei propri avversari.

Ovviamente, oltre alla spada bastarda, studiamo l'impiego della spada ad una mano, che con numerose variazioni è stata praticamente sempre utilizzata nel corso dei secoli in praticamente qualunque paese europeo.

La spada ad una mano viene in genere adoperata assieme ad uno scudo, e in particolare, come descritto nel London Tower Fechtbook, assieme ad un boccoliere.