AL POSILLIPO LO SPORT SI FA IN SICUREZZA

29/09/2017 In Editoriale, News

LO SPORT AL POSILLIPO SI FA E SI FARÀ IN CONDIZIONI MIGLIORI PER TUTTI. ANCHE PER I DISABILI

In tre mesi sono passato da affossatore della pallanuoto a colui che vieta il nuoto ai disabili per dare spazio alla pallanuoto.
Fra tre mesi sul Mattino verrò menzionato come colui che ha tolto spazio alle persone anziane per dare spazio ai giovani atleti, fra sei mesi come colui che ha tolto le aree inutlizzate del Circolo per dare posto a coloro che hanno bisogno di spazi fisici per allenarsi, etc etc.

Ma veniamo alla questione di oggi “Al Posillipo abbiamo riorganizzato la corsia nuoto per i disabili, abbiamo trovato il modo di rendere più sicuro il corso di nuoto di questi ragazzi e solo perchè a due settimane dall’inizio dei corsi non avevamo ancora fissato gli orari, proprio per evitare che loro nuotassero, come accadeva gli altri anni, in una condizione di “non totale sicurezza”, ci vediamo sulla prima pagina del Mattino che scrive una serie di cose, a dir poco, imprecise. Il nuoto per i disabili al Circolo Nautico Posillipo si pratica e si praticherà in condizioni migliori rispetto a prima.”

Vincenzo Triunfo
Vice Presidente Sportivo
C.N. Posillipo

PALLANUOTO – POSILLIPO 2.0

25/08/2017 In Editoriale

Il nuovo corso della pallanuoto posillipina parte da un tipico ed utilizzatissimo simbolismo informatico: “2.0”!

Questo perché, dopo la versione stupenda del “Posillipo 1”, ci sono state negli ultimi anni quelle degli “uno punto due”, “uno punto tre” etc. che non sono tanto piaciute, né hanno avuto un successo degno del nome Posillipo.

L’innovazione di quest’ultima versione Posillipo, però, è radicata nella storia del Sodalizio, come la scelta caduta sul nuovo direttore tecnico del settore pallanuoto, Carlo Silipo, bandiera rosso verde da oltre vent’ anni, un atleta che è entrato nella hall of fame mondiale della disciplina ed ha dimostrato tutto il suo valore dentro e fuori dall’acqua. Totalmente nuova è la formula adottata: non più collocato in panchina, ma chiamato a gestire e coordinare tutta la sezione pallanuoto, dalla massima serie, passando per le formazioni giovanili, fino alle leve dei pulcini dell’Under 11.

Un coordinamento che, ci auguriamo, possa dare la giusta impronta e che sia in grado di far nascere ancora tanti nuovi campioni, com’è nella storia del Posillipo. Campioni come Vincenzo Renzuto Iodice, per citare l’ultimo in ordine di tempo, che, a malincuore e nostro malgrado, abbiamo dovuto salutare per una sua scelta di andare all’estero e di giocare in una squadra che nel mondo delle piscine è considerata il “Barca” della pallanuoto.

Non dobbiamo, infine, dimenticare e dobbiamo ringraziare un allenatore come Mauro Occhiello che in questi anni ha svolto il suo compito in un mare in tempesta e che speriamo, in un immediato futuro, di poter rivedere all’interno di un gruppo vincente come il Posillipo merita di avere.

Sempre forza Posillipo.

Vincenzo Triunfo
Vice Presidente Sportivo
C.N. Posillipo

BARCELLONA, NOVE AGOSTO MILLENOVECENTONOVANTADUE

09/08/2017 In Editoriale

RICORDO DI UNA STORICA IMPRESA

Venticinque anni fa l’oro olimpico del Settebello di pallanuoto.

C’era tanto Posillipo in quella squadra che, meravigliando tutti, conquistò l’oro olimpico.

Per questo, ritenendo di fare cosa gradita ai tanti appassionati di questo magnifico sport – a quelli che ancora ce l’hanno ben impressa nel bagaglio della memoria e nel cuore ma soprattutto a quelli della nuova generazione che non hanno avuto la fortuna di viverla – riportiamo l’intervista rilasciata oggi a Diego Scarpitti per ilmattino.it da Carlo Silipo che di quella impresa fu uno dei protagonisti.

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La leggenda Silipo celebra
l’oro olimpico di Barcellona ’92

di Diego Scarpitti

9 agosto 1992 – 9 agosto 2017. Riporta indietro di venticinque anni il quadrante della storia. Ritorna con la mente a quella storica e leggendaria finale della XXV edizione delle Olimpiadi di Barcellona 1992. Temperature luciferine non solo per il gran caldo. Ripercorre a ritroso la vittoria della medaglia d’oro del Settebello guidato magistralmente da Ratko Rudic, il “califfo delle piscine” (definizione di Franco Esposito nel libro «Dal vostro inviato»), soprannominato il “Baffone” dai pallanuotisti napoletani. In quella formazione stellare brillava di luce propria Carlo Silipo, all’epoca ragazzino ventunenne, nato il 10 settembre 1971, segno zodiacale della Vergine.

Bernat Picornell, calottina numero 12. Cosa evoca per Carlo Silipo quel contesto?
«Ricordo indelebile di una cavalcata senza precedenti. Non eravamo sicuramente nelle previsioni la squadra da battere. Negli anni precedenti la Spagna arrivava sempre in finale con la Jugoslavia e puntualmente perdeva contro quella corazzata inaffondabile. Smembrata la Repubblica Socialista Federale di Tito, nel 1992 i favoriti erano gli iberici padroni di casa. L’evento di chiusura dei Giochi olimpici non fu la maratona ma la finale di pallanuoto alla presenza dei reali Juan Carlos e Sofia nella speranza di vincere. Ho ancora i brividi addosso(mentre parla, i suoi occhi brillano). Sensazioni che auguro di vivere a tutti gli sportivi. Emozioni inspiegabili e indicibili. Immagine ancora nitida e fantastica».

Respirare e vivere il clima delle Olimpiadi un sogno che tutti vorrebbero realizzare in vita.
«Molti erano alla prima esperienza. Felici al villaggio olimpico: sembravamo come dei bambini all’Edenlandia. La delegazione americana si presentò con i professionisti (all’epoca partecipavano solo gli universitari). Rudic stranamente ci concesse la sfilata di apertura. Di solito era contrario a queste distrazioni, bellissime da vivere ma estenuanti. Una giornata sottratta agli allenamenti. Attenzione rivolta al Dream Team del basket statunitense: Barkley, Larry Bird, Ewing, Earvin “Magic” Johnson, Michael Jordan, Karl Malone, Pippen, Robinson. Momenti unici».

Deve ammettere che Rudic vi esasperò fino al limite della sopportazione. Chiedeste di alleggerire la preparazione: conferma?
«Si trattò di una preparazione intensa e mirata con carichi di lavori pazzeschi. Rudic portò una ventata di professionismo puro. Molti di noi non abituati a stress di carico mentali. Il nostro coach un programmatore a tutto tondo. I senatori del gruppo chiesero di alleggerire un po’, pur sposando in pieno il progetto. Fu un episodio che resterà impresso nella mia carriera sportiva e ha segnato il mio percorso di crescita».

Mario Fiorillo, i fratelli Franco e Pino Porzio, i due Sandro, Bovo e Campagna, il compianto Paolo Caldarella, Massimiliano Ferretti, Marco D’Altrui, Amedeo Pomilio, Nando Gandolfi, Francesco Attolico e Gianni Averaimo la formazione che salì sul gradino più alto del podio. Com’eravate?
«Spensierati ma disciplinati. Un bel gruppo, piacevole stare insieme. Il blocco napoletano della pallanuoto nazionale si distingueva parecchio: trasmettemmo mentalità vincente che mancava negli altri club. Mix di fantasia e tecnica. Scattò subito l’alchimia tra noi. Eravamo empatici in un’ atmosfera soprattutto goliardica. Iniziammo senza pressioni esterne ma inconsciamente sicuri per la fiducia che trasmetteva Rudic con le sue indicazioni: percepivamo qualcosa di importante. Bravi e fortunati in quell’anno per l’assenza della Jugoslavia».

Gara delicata e significativa lo scontro con i sovietici. Concorda?
«In semifinale incrociammo la Russia, l’allora CSI (Squadra Unificata post dissoluzione dell’URSS). A me toccò il gravoso incarico di limitare la punta di diamante Dmitrij Apanasenko. Superammo il turno e la finale si rivelò memorabile. Fu un crescendo di emozioni. Eravamo sicuri di combattere contro tutto e tutti: avversari, pubblico, gli arbitri, il cubano Martinez e l’olandese Van Dorp. Una battaglia interminabile. Finì nel migliore dei modi. 9-8 dopo tre tempi supplementari con un gol di Gandolfi a 32 secondi dalla sirena. Impresa leggendaria contro Rollan ed Estiarte».

Recordman con la Nazionale: il più longevo con 15 anni di successi e 482 presenze con la calottina azzurra. Silipo è stato tra i giocatori che hanno scritto le pagine più belle della storia della pallanuoto italiana. Bronzo alle Olimpiadi di Atlanta ’96, campione del mondo a Roma ’94, due medaglie d’oro agli Europei di Sheffield ’93 e Vienna ’95 e ai Giochi del Mediterraneo di Atene ’91 e Canet ’93, oro e argento in Coppa Fina rispettivamente nel ’93 e ‘95.
«Mi fa davvero piacere. Ho partecipato a tantissimi tornei ufficiali e a quelli preparatori in vista delle grandi competizioni. Partite no stop».

Napoli sempre ben rappresentata. Alla Canottieri prima (1989 – 1993) e poi al Posillipo (1993 -2006): sette scudetti, tre Coppe dei Campioni, una Coppa delle Coppe. Un palmares invidiabile il suo.
«Rapporto profondo e inscindibile con la città. Quando il Recco si fece avanti, non me la sentii di voltare le spalle a Napoli e al Posillipo. Rinunciai e cambiai idea prima di firmare. Scelsi serenamente. Prevalse l’attaccamento a Napoli”. Speriamo che quest’appartenenza possa fungere d’esempio per tanti altri».

Allievo di Paolo De Crescenzo, ne prese il posto sulla panchina rossoverde (2007 – 2011).
«Paolo maestro di vita e di sport. Unico nel suo genere. Non può avere eredi. Bellissime e sentite le parole del figlio Francesco al funerale. Paolo creava famiglia ovunque, si apriva, dava tutto se stesso. Di un livello superiore. Valida l’idea di dedicargli la mattonella nella piscina sociale a Mergellina. Paolo una risorsa di tutta Napoli. Un ricordo perenne ed evocativo per i bambini che entreranno in vasca. Un patrimonio da trasmettere di generazione in generazione».

Il piccolo Tommaso è il suo erede?
«Lo voglio tutelare. Come genitore non potrei chiedere di più. Mi dà tantissime soddisfazioni. Sta crescendo bene. Devo prendere esempio io da lui. Si impara tanto anche dai figli. Alla sua età non ero come lui».

Nella Hall of Fame: si sente una leggenda? Si considera un mito?
«Mai sentito superiore agli altri. Importante far star bene il gruppo. Leader si diventa quando non lo si è. Quando si fa di più per i propri compagni e per gli altri. Mi piaceva farlo. Se potevo dare una mano ben volentieri. Riconoscimenti e attestati di stima gratificano sempre. Penso di aver dato qualche insegnamento positivo».

La rivedremo presto in panchina?
«Alla base devono esserci le motivazioni. Una fiammella accesa porta a far credere quello in cui credi al tuo team. Accetterei se mi proponessero un progetto credibile e non un’offerta economica. Il mio più grande rammarico non aver allenato gli USA nel 2014. Sarebbe stato bellissimo diventare selezionatore. Chissà se si ripresenterà una sfida analoga. Non scartiamo ipotesi. Mai dire mai. Tutto può succedere».

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PALLANUOTO, NON È QUESTIONE DI COPPA

05/08/2017 In Editoriale

C’è stato in questi giorni un battage mediatico all’incontrario sulla notizia della mancata iscrizione della squadra di pallanuoto del Posillipo all’Euro Cup, artefice ovviamente più la stampa specializzata che quella di opinione.

La notizia ha gioco forza innescato i commenti degli appassionati di diverso orientamento.  Più i contrari che i favorevoli, a dire il vero, fuori ma soprattutto dentro il Circolo.

Contrari perché? Forse perché una società blasonata come il Posillipo rinuncia a partecipare ad una prestigiosa competizione?

È davvero questo il motivo del dissenso? Probabilmente si, se qualcuno, non conoscendo le dinamiche economiche che (con poche fortunate eccezioni) caratterizzano questo sport, trova la decisione inspiegabile.

Qualcun’altro, invece, profondo conoscitore di questa realtà, perché ben addentro per averla vissuta in prima persona fino a qualche giorno fa (e per continuare tuttora a viverla da altro privilegiato osservatorio), coglie al volo l’occasione di speculare sul dissenso – rilasciando anche interviste di discutibile contenuto, farcito di nefaste opinabili profezie – forse per mascherare rivalse personali, sbandierando ad alta voce rivendicazioni del ruolo di strenuo – ultimo? – difensore della pallanuoto nel Circolo.

Rinuncia alla Coppa non è sinonimo di rinuncia alla pallanuoto. Più semplicemente significa scelta di dirottare risorse economiche (anche non di poco conto) da un torneo che è solo una lussuosa “vetrina” internazionale e nulla di più verso investimenti più proficui nell’ambito della stessa pallanuoto, però sul versante interno, distribuite fra campionato e settore giovanile. In questo sport, infatti, diversamente da altri (come il calcio, ad esempio) le due coppe europee non danno alle società partecipanti alcun ricavo ma comportano solo costi.

Il vicepresidente sportivo Triunfo, del resto, ha espresso idee molto chiare al riguardo, in totale condivisione col suo omologo Parente ed in primis col presidente Semeraro. Il Posillipo vuole tornare ad essere la culla dello sport napoletano. Per farlo, però, è prioritario mettere mano con decisione al risanamento dei conti, anche a costo di qualche inevitabile sacrificio e di scelte che di primo acchito possono risultare sgradite.

Il caso vuole che in queste ore, a pochi chilometri da qui, un’altra società – giovane ma in pochi anni pervenuta ai massimi livelli della pallanuoto – annuncia di voler allestire per il prossimo campionato una squadra composta prevalentemente da atleti “di casa” provenienti dal settore giovanile e di voler ripartire le risorse economiche disponibili tra pallanuoto, nuoto e triathlon.

Non è più tempo, allora, di chimere (né a maggior ragione di illusionisti ed imbonitori) ma è ora di ragionare, decidere e soprattutto operare con i piedi saldamente ancorati alla reale dimensione di questo sport –  affascinante e bellissimo quanto si vuole ma pur sempre (con rara eccezione) dilettantistico – e delle società che lo praticano non da solo ma unitamente ad altre discipline meritevoli di pari rilevanza e dignità.

In chiusura rassicuriamo quel giovane inesperto cronista, che non ha avuto la fortuna di conoscere il grado di passione con cui i soci circondavano la squadra di pallanuoto dei Postiglione, dei Porzio, dei Fiorillo e dei Fiorentino, nel Circolo, alla Scandone e, con carovane di auto e pullman al seguito, anche nelle trasferte di campionato: quelle “comode” di Caserta (per assistere agli epici “scontri” per il titolo col Volturno di Sapienza) e di Roma (per andare a “strappare” ai capitolini uno scudetto che credevano di avere già sulle calottine), ma anche quelle più disagiate (per tifare contro l’avversario “classico”, il Pescara di Pomilio senior). Stia tranquillo, i soci del Posillipo sono tutt’altro che “idrofobi”!

Area Comunicazione

P.S. Questo spazio non è “riservato” ma ”open”, lo abbiamo già detto in sede di presentazione della nuova pagina web e lo ribadiamo nella circostanza. È aperto alla partecipazione di quanti – non necessariamente soci – intendono portare un contributo di idee e di opinioni, avviando un dibattito su temi che direttamente o indirettamente riguardano l’attività del Circolo sul versante sportivo e sociale. Come in questo caso. *

LA RINUNCIA ALL’EURO CUP E IL FUTURO SPORTIVO DEL CIRCOLO

03/08/2017 In Editoriale

Il Circolo Nautico Posillipo esiste perché esistono le sue sezioni sportive e non potrebbe essere diversamente.

La storia del sodalizio rosso verde è una storia di sport, che ha visto il club di Mergellina sul tetto del mondo per oltre un ventennio. Una permanenza incontrastata in tutte le discipline olimpiche praticate nel Club.

Oggi, purtroppo, dopo una riduzione dei budget iniziata dieci anni fa, che tutte le Sezioni sportive hanno subito tranne una, il Circolo Posillipo deve pagare una sensibile riduzione di successi in campo nazionale ed internazionale, avendo ridotto il numero di atleti di élite e delle squadre giovanili.

Nel corso dell’ultimo decennio Sezioni sportive che erano il fiore all’occhiello, come il canottaggio e la scherma, sono state decimate. Nel quadriennio 2004-2008, ma anche in quello precedente, il numero di titoli italiani, europei e mondiali vinti dal club rosso verde era impressionante. Basta farsi un giro nei saloni del sodalizio per vedere i trofei vinti da tutte le Sezioni nel periodo che va dagli anni ottanta al 2008.

Purtroppo, il sacrificio imposto a tutte le Sezioni sportive non è servito a lasciare il Posillipo sul gradino più alto del podio nella pallanuoto, l’unica che ha subito meno riduzioni delle altre. Il gioco al rialzo degli ingaggi, che si è instaurato nel mondo della pallanuoto, ha di fatto depauperato le casse del Sodalizio, che doveva fare i conti con l’economia reale. Le conseguenze sportive sono state il blocco del riempimento delle bacheche dei trofei. La stessa pallanuoto giovanile ha pagato lo scotto delle fuoriuscite economiche oltre misura.

Sfido chiunque ad entrare nel Circolo e trovare fra gli innumerevoli trofei, quei pochi con la data che sia oltre il 2010. In questi ultimi anni ci ricordiamo della vittoria della coppa LEN nella pallanuoto ma ricordiamo anche a che prezzo è stato raggiunto questo traguardo.

Oggi il Posillipo ha nuovamente scelto di investire sullo sport, sul suo vivaio, sulla tradizione di un Club che ha regalato alla Città e al Paese intero atleti olimpionici del calibro di Sandro Cuomo, Diego Occhiuzzi, Raffaello Caserta, Raffaello Leonardo, Valter Molea, Marco di Costanzo, i fratelli Porzio, Francesco Postiglione e Mario Fiorillo. Ho citato volutamente solo le medaglie olimpiche, perché se avessi voluto citare anche i campioni del mondo ci voleva un’intera pagina. Per non parlare dei campioni italiani e atleti facenti parte delle squadre nazionali, fra cui ci sarebbe anche il sottoscritto. Tutti nati e cresciuti al Posillipo!

Ecco cosa oggi il Posillipo vuole tornare ad essere: la culla dello sport napoletano, il Club che ha creato i più grandi atleti che la Città abbia avuto! Per fare questo dobbiamo partire dal risanamento dei conti e qualche sacrificio lo dobbiamo fare, ma già dall’anno prossimo ci ripromettiamo di incrementare rispetto al 2017 il budget di tutte le sezioni sportive, compatibilmente con le casse del Circolo, e di creare un percorso virtuoso che possa partire da tecnici di primo ordine per poter tornare in un quadriennio ad avere campioni fatti in casa.

Il mio sogno nel cassetto: vincere lo scudetto della pallanuoto con atleti nati al Circolo! Sarebbe bello sentir dire che per tornare a vincere nella pallanuoto ci voleva un vice presidente sportivo canottiere!

Vincenzo Triunfo
Vice Presidente Sportivo
C.N. Posillipo

ELEZIONI

20/07/2017 In Editoriale

Dalle ventunoeventiquattro di ieri, mercoledì, Vincenzo Semeraro è presidente del Circolo.
Vincenzo Triunfo, vice presidente sportivo, e Antonio Parente, vice presidente amministrativo, completano l’Ufficio di Presidenza.

Il nuovo Vertice del club si era presentato al giudizio del corpo elettorale con sei punti programmatici, punti che sintetizzano quelle che saranno le linee di gestione di questa amministrazione.

Punti che sono la rappresentazione nuda e cruda degli snodi cruciali che il Posillipo incrocerà sul suo cammino. Non rappresentano per nessuno una novità e non da oggi. Chiunque segua gli accadimenti riguardanti il Circolo ben li conosce. Ma adesso sono “fissati” a chiare lettere e stabiliti come obiettivi prioritari da perseguire nel quadriennio che si apre.

Ad iniziare dal “rilancio” della trattativa col Comune per risolvere la querelle sulla locazione o per provare ad acquistare la “nostra casa”, passando per l’auspicata (da troppo tempo) revisione dello statuto sociale e per l’improcrastinabile riequilibrio dei conti, fino alla maggiore attenzione al decoro della casa sociale, sono questi i temi su cui si misureranno la capacità di governo ma anche la fattiva – meglio, costruttiva – necessaria partecipazione di tutte le componenti, in un afflato che presuppone quella che è probabilmente la più difficile delle operazioni da mettere in campo: il recupero dell’orgoglio rossoverde e, prima ancora, della perduta coesione sociale.

Un compito non facile, quindi, attende oggi i protagonisti di questo processo, nessuno escluso, ma nemmeno impossibile, se tutti gli “attori” chiamati in causa sapranno e vorranno di nuovo “fare squadra” e mettere così il Circolo nelle condizioni di affrontare adeguatamente e superare alla grande le sfide che lo attendono per continuare a scrivere memorabili pagine di sport e a farsi promotore di sempre più numerose iniziative nel campo della solidarietà e dell’inclusione sociale.

Con questi auspici, interpretando anche i sentimenti del corpo sociale, la Redazione formula al presidente Semeraro e al Consiglio Direttivo tutto i più fervidi cordiali auguri di buon lavoro.

Area Comunicazione

Il nuovo portale del Circolo Nautico Posillipo

16/02/2017 In Editoriale

Il portale web del Circolo Nautico Posillipo si presenta oggi rinnovato. Rinnovato non solo e non tanto nella grafica quanto soprattutto nella struttura e nei contenuti. Maggiore performance, quindi, forte di un impianto potenziato da nuove sezioni, più che semplice new-look, risultato di un restyling che ne rende comunque più gradevole la navigazione.

Rinnovato per essere – come suole dirsi – “al passo coi tempi”, un passo che mai come in questi anni ha conosciuto nel campo dell’informatica e dell’informazione ad essa collegata un’andatura tanto veloce.

Rinnovato per rispondere con maggiore efficacia alla “domanda” dell’utenza. Da oggi, infatti, i visitatori del nostro portale – soci, estimatori ed amici del Circolo, supporters ed aficionados dello sport rossoverde, nonché last but not least professionisti dell’informazione – vi trovano una homepage più intuitiva, una gerarchia più chiara, una struttura più flessibile in grado di fornire un accesso più immediato e completo alle notizie sulla vita del Club, riguardo principalmente alla sua mission sportiva ma anche alla sua forte connotazione di crescente impegno in favore del sociale.

E così in alto, sotto le ampie immagini in scorrimento e ugualmente nella colonna a destra della home page, si trova il menu che permette di navigare con un clic tra le sezioni dedicate alle discipline sportive che diventano sette mini homepage all’interno di quella principale, ognuna con la sua testata di riconoscimento.

È rinnovato, poi, per essere interattivo e non più unidirezionale nel veicolare notizie sulla vita del Circolo a quanti (anche solo occasionali o casuali frequentatori) vi accedano per ragioni di mera conoscenza o vi facciano ricorso per motivi di lavoro. Nell’era dei social  ci è parso che un portale web, che non si limiti a tanto ma che – accanto alle consuete pagine facebook e instagram, con le distinzioni e separazioni dovute alle diversità di funzioni – si “apra” al dialogo con il visitatore,  possa rappresentare un ulteriore elemento di costruttiva comune esperienza, un valore aggiunto nel quotidiano rapporto fra il Circolo ed il territorio, oggi non più quello di suo storico radicamento ma il “villaggio globale” del secondo millennio.

Su questa falsariga, appunto, da oggi sono presenti nella homepage di cnposillipo.org due nuove rubriche, L’Editoriale e Scrivi alla Redazione: Parliamone.

Delle quali, l’una non solo si propone come classica rubrica di approfondimento, delle news o degli avvenimenti salienti della nostra attività, ma ambisce ad ospitare interventi di “addetti ai lavori” che intendano partecipare – aprendo o allargando un dibattito – per offrire il loro contributo di idee e di opinioni su temi di attualità che investano il mondo dello sport – segnatamente le discipline praticate dal Posillipo – ed il tessuto socio economico nel quale l’attività del Circolo si esplica.

L’altra rappresenta a sua volta una finestra aperta al dialogo coi visitatori che vogliano intervenire su quegli argomenti di carattere sportivo e sociale che possano interessare direttamente o di riflesso l’attività del Circolo, per esprimere o richiedere un parere o un giudizio.

Ad essi, quindi, passiamo ora la parola, auspicando di ricevere il loro gradimento ed invitando anche ad inviare segnalazioni o suggerimenti che possano ulteriormente migliorare questa nuova pagina web. Per la cui realizzazione ci siamo avvalsi del prezioso paziente contributo dei professionisti di Rif Raf srl, cui va tutta la nostra gratitudine se dal loro know-how sono arrivate sempre puntuali soddisfacenti risposte ad ogni nostra richiesta.

Bruno Caiazzo
Presidente
Circolo Nautico Posillipo