TRIATHLON: VERONICA YOKO PLEBANI OSPITE AL CIRCOLO

06/07/2020 In News, Triathlon

L’ATLETA NAZIONALE DI PARATRIATHLON È STATA OSPITE DEL POSILLIPO PER GIRARE ALCUNE SCENE DEL DOCUMENTARIO “CORPO A CORPO”

Il Circolo Nautico Posillipo ha con onore ospitato questa mattina nei suoi saloni e nelle acque di Posillipo, Veronica Yoko Plebani, atleta della nazionale di paratriathlon che ha scelto i luoghi del Circolo per girare alcune scene del documentario “Corpo a corpo” (regia di Maria Iovine – Age d’or produzione), ritratto di una giovane donna di ventiquattro anni, nata in provincia di Brescia con una grande voglia di affermarsi e di lasciare un segno.

Veronica Yoko Plebani al Circolo (1)Ad accoglierla al Circolo Posillipo, il Presidente Vincenzo Semeraro e il vicepresidente sportivo Antonio Ilario mentre ad accompagnarla e affiancarla, nuotando con lei, nella sua visita al Posillipo il dirigente del settore triathlon Neil Macleod, nonché Project Manager del settore Paratriathlon per la Federazione Italiana Triathlon della cui rappresentativa nazionale Veronica è elemento di punta.

Siamo fieri e orgogliosi che un’atleta come Veronica abbia scelto il nostro Circolo per girare alcune scene del suo racconto di vita, che si lega a doppio filo con lo sport”, ha detto il Presidente Semeraro.

Veronica aveva solo 15 anni quando una meningite batterica l’ha costretta a letto per un anno in bilico tra la vita e la morte. Il suo corpo è stato segnato per sempre, ma Veronica non si è mai persa d’animo: ha trasformato in opportunità la sua terribile malattia. Dopo aver rappresentato la nazionale italiana alle Olimpiadi Invernali di Sochi 2014 nella specialità dello Snowboard e a Rio 2014 nel Kayak, si sperimenta nel triathlon, uno sport composto da tre frazioni: nuoto ciclismo e corsa.

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CHIUSURA DEL CIRCOLO POSILLIPO, SACCOIA: “RESPONSABILITÀ E SAGGEZZA”

12/03/2020 In Casa Sociale, News, Pallanuoto

L’INTERVISTA DI DIEGO SCARPITTI AL CAPITANO DELLA SQUADRA DI PALLANUOTO PARIDE SACCOIA SU IL MATTINO.IT

Chiude il circolo Posillipo, capitan Saccoia: «Scelta saggia e condivisibile». Responsabilità e saggezza. Il Circolo Nautico Posillipo resterà chiuso sino al 3 aprile 2020. Lo sport cittadino si adegua alle disposizioni ministeriali contenute nei decreti del Governo.

Dopo la sanificazione della palestra e della piscina e l’ interdizione agli atleti e agli utenti, cancelli sbarrati in via Posillipo 5. Misure straordinarie adottate al tempo del coronavirus.

«Da capitano del Posillipo sono contento di come si è comportato il Sodalizio rossoverde in questi giorni di emergenza. Concordo pienamente con la chiusura della sede sociale. Scelta condivisibile», spiega Paride Saccoia, calottina numero 12. Un provvedimento improntato al buon senso, per contenere il rischio contagio. «Non ci pieghiamo alla psicosi».

Impegno. «Donate i vostri soldi per una giusta causa. Sosteniamo chi può trovare una soluzione e salvare vite umane. Finora la maggior parte di noi aveva sottovalutato la situazione. Credo che ora non si possa più non considerare la gravità del problema. Aiutiamoci in ogni modo. Solo così quest’ incubo finirà nel più breve tempo possibile». Il giocatore del Posillipo ha destinato il suo contributo al reparto di terapia intensiva dell’ ospedale Cotugno, per la sperimentazione della cura e di un antidoto al Covid-19. «Diamo una mano. Spero in molti donino qualcosa alle strutture ospedaliere», auspica il centrovasca posillipino.

Sospeso il campionato di A1. «Lo sport passa in secondo piano, al primo posto la salute di tutti, bene collettivo. La pallanuoto, come le altre discipline, andava fermata prima, così come l’ adozione di determinati provvedimenti in favore di atleti e società. Situazione inaspettata, passerà sicuramente. Verranno tempi migliori e ci rimboccheremo le maniche. Gli allenamenti non sono da prendere in considerazione in questo frangente. Tornerà la normalità e torneremo più carichi di prima alla vita di tutti i giorni», avverte fiducioso Saccoia.

Appello. «Momento di incertezza. Lascerei la parola ai medici e al settore sanitario, che dovrebbero indicarci la via. Siamo in una situazione di emergenza. È il momento di pensare prioritariamente alla salute. Ci aspettano tempi duri. Ai giovani dico che è arrivato il momento di crescere. Bisogna ascoltare i genitori e seguire gli esempi positivi, in linea con le indicazioni delle istituzioni. La vita non è un gioco: serve essere civili».

Saccoia - foto CaramielloRimedi. «Ignorare e disattendere le norme arreca un danno alla comunità e a se stessi. Io resto a casa: lavoro necessario, in alternativa smart working. No agli aperitivi. La nostra generazione si può organizzare con i social media. Non siamo in prigione. Alla coscienza del singolo affidate le dovute precauzioni. Bisogna cambiare le abitudini, per evitare il picco del contagio. Stiamo combattendo contro un nemico invisibile e letale, non solo per le persone anziane», osserva il giocatore classe’ 89 (nella foto di Rosario Caramiello).

Italia zona protetta. «Dall’ inizio non si è ben percepita la gravità. Bloccare i trasferimenti all’ interno del Paese con 60 milioni di abitanti è una decisione forte, che non ha precedenti. Sono molto preoccupato per l’ immediato. Dobbiamo stare a casa il più possibile. Sarà una batosta per l’ economia italiana e per quanti perderanno il lavoro. E’ il momento di stringere i denti», conclude Saccoia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA di Diego Scarpitti da Il Mattino.it del 11 marzo 2020

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LETTERA AL MATTINO

24/09/2019 In Casa Sociale, Editoriale

LETTERA DEL PRESIDENTE SEMERARO AL MATTINO DI NAPOLI

Vincenzo Semeraro

Vincenzo Semeraro

Egregio Direttore,

scrivo questa lettera in qualità di Presidente del Circolo Nautico Posillipo – Villa Mon Plaisir, in risposta alla lettera pubblicata sabato su queste pagine a firma del Dott. Achille Della Ragione dal titolo “La lenta agonia del Circolo Posillipo”. Proprio nella serata di sabato abbiamo festeggiato i nostri 94 anni, quasi un secolo Lettera Presidente al Mattinodi storia, di campioni e di cultura che portiamo avanti ogni giorno, spronati a far sempre meglio e che siamo stati orgogliosi di premiare per tutte le discipline qui praticate. Altro che agonia. Ciò premesso, quel che mi preme sottolineare, al di là del cattivo gusto di un titolo che nulla ha a che fare con la realtà, è soprattutto l’inesattezza di quanto riportato dal Dott. Della Ragione circa i rapporti del nostro Circolo col Comune di Napoli e soprattutto circa le decisione prese da quest’ultimo rispetto alla gestione della sede del Circolo Posillipo.
È con profondo rammarico che devo evidenziare quanto sia inappropriata da parte del più grande quotidiano del Mezzogiorno, la scelta di pubblicare lettere come quella sopra citata senza nessuna verifica dei contenuti, pur trattandosi di argomenti tanto importanti e delicati. Al rammarico si unisce il dispiacere nel constatare la solerzia usata dal Dott. Della Ragione nel descrivere fatti, persone e situazioni di cui non si ha alcuna conoscenza se non “per sentito dire” e che non corrispondono alla verità, anzi: accogliere i giovani di ogni ceto sociale qui al Posillipo fa parte delle nostre attività da anni e incrementarle non può che giovare alla città e ai suoi giovani. Spero infine, che il nostro lavoro quotidiano, la nostra passione, il nostro impegno e il nostro senso di appartenenza al Posillipo non vengano più vanificati, o meglio non si tenti più di vanificarli, senza avere nessuna conoscenza o peggio, cercando di “remarvi contro”, perché ciò non farebbe male solo al Posillipo ma all’intera città di Napoli.”

Cari saluti,
Vincenzo Semeraro
Presidente del Circolo Nautico Posillipo

CANOTTAGGIO: CRISTINA ANNELLA “IL CANOTTAGGIO? SONO SOLO ALL’INIZIO”

26/12/2018 In Canottaggio, News

INTERVISTA DI NUNZIA MARCIANO ALLA GIOVANE PROMESSA DEL CANOTTAGGIO FEMMINILE POSILLIPINO

Nunzia Marciano

Nunzia Marciano

Appena maggiorenne ma già campione, anzi campionessa. Perché il genere qualche volta conta, specie se femminile, e specie se vince tanto in uno sport dove la forza e l’impegno sembrano ad appannaggio degli uomini. Ma sembrare vuol dire non essere e Cristina Annella, classe 2000 e canottiera del Circolo Nautico Posillipo ne è la prova: nonostante la giovane età ha infatti già conquistato il titolo italiano in canoino 2018 ai Campionati regolamentari di San Giorgio di Nogaro, prima ai campionati italiani indoor Rowling juniores a Chiusi e ha partecipato alla Cup della Jeunes 2017 e 2018. E come se non bastasse, è nel raggio di interasse di un’università di Miami, lì oltreoceano dove i meriti sportivi sono segnali fortissimi di spessore umano e valoriale. Ma lei continua il suo percorso a testa alta ma con l’umiltà di chi sa bene che è davvero solo all’inizio. Ad aiutarla poi, ci pensano le scarpette da ginnastica

  • Partiamo dai successi sportivi. Diciottenne e già campionessa: cosa pensi quando vinci e qual è stata la vittoria più emozionante?

«Come dice il mio allenatore (Mimmo Perna, ndr) per me il canottaggio “comincia ora” sulla base di questi primi risultati. Posso però dire che la mia vittoria più bella è stata il primo titolo italiano in canoino: è arrivata dopo un momento difficile e con tutta la mia squadra al mio fianco si sono creati dei momenti indimenticabili»

  • Ti sei avvicinata al canottaggio solo due anni fa: come nasce questa passione?

«La passione per il canottaggio nasce grazie a Zio Alberto (Capasso, ex atleta della Canottieri Napoli ed oggi Master dell’Ilva), inossidabile amante del canottaggio, che ha sempre provato ad avvicinarmi a questo sport: dopo numerosi tentativi da parte sua ho deciso di accontentarlo facendo una semplice “prova”. E ora sono ancora qui a remare!»

  • Quanto senti il peso dei coloro che rappresenti, quelli del glorioso Circolo Posillipo?

«Il Circolo Posillipo ha sempre vantato di grandi atleti e ambire a diventare grande anche io, a far parte di loro è sicuramente uno stimolo molto forte per me»

  • Universitaria, sportiva e diciottenne: come gestisci la tua giornata tra lo studio, la tua vita e gli impegni sportivi e come ti vedono i tuoi coetanei?

«Tra canottaggio e università (frequenta l’Accademia di Belle Arti di Napoli, ndr) non è molto facile dividersi ma tra libri, panini al volo e scarpette da ginnastica a fare la differenza per gestirsi al meglio è una gran quantità di pazienza e forza di volontà, le cose alla fine le incastro e riesco a gestirle»
«I miei coetanei mi vedono spesso come una matta perché magari non riesco sempre a uscire con loro e quindi mi vorrebbero un po’ più libera ma alla fine mi capiscono e mi vengono sempre incontro
»

  • Come ti vedi “da grande”, rispetto alla tua vita e rispetto al canottaggio?

«Da grande non lo so ancora come mi vedo, sicuramente spero di realizzarmi nello studio e avere anche risultati sportivi soddisfacenti. Ma lo scoprirò strada facendo»

  • Qual è l’insegnamento più grande che hai tratto dal canottaggio?

«L’insegnamento più grande che ho tratto dal canottaggio è che lo sport è una scuola di vita: ho imparato a relazionarmi con gli altri e a capire quanto possa significare avere una squadra, e una famiglia pronta a sostenerti, è un piacere condividere piaceri e sacrifici con loro»
«Dedicandomi mente e corpo a questa disciplina poco alla volta sto imparando a prendere fiducia e coscienza di me stessa e delle mie possibilità nonostante le difficoltà che inevitabilmente si incontrano nel percorso e questo credo che sia impagabile»

fonte: Napoli Magazine

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