DA PADOVA A NAPOLI PALLANUOTISTI DI NUOVO IN ACQUA

26/05/2020 In News, Pallanuoto

DA WATERPOLO DEVELOPMENT WORLD di Fabrizio Napoli

Per la pallanuoto italiana, la vera fase 2 è iniziata ieri, con il via libera alla riaperture delle piscine in tutta Italia, eccezion fatta per Lombardia e Basilicata.

Alcune società sono riuscite a ripartire subito, riportando in acqua le squadre di pallanuoto giovanili oltre ai senior. È il caso del Posillipo: i giocatori del team di A1 erano tornati ad allenarsi lunedì scorso, nella piscina scoperta del Circolo. Ora che sono state attuate anche le misure del protocollo anti-Covid, ecco che si sono potuti tuffare tutti i pallanuotisti dall’U13 alla prima squadra.

Ci si sveste a bordovasca (gli spogliatoio sono disponibili solo per i servizi igienici) e i team sono divisi in gruppi, con tre atleti al massimo per corsia. “Ma si allenano tutte le categorie – spiega il coach e responsabile del settore Roberto Brancaccio Abbiamo diviso gli spazi acqua equamente tra tutte le squadre, per far sì che tutti i nostri atleti tornassero all’attività sportiva”.

Situazione simile a Padova, dove il Plebiscito sta sfruttando la vasca all’aperto da 33 metri per permettere alle ragazze di Stefano Posterivo e anche alle giovanili fino all’U15 di tornare a nuotare. Anche qui si lavora in gruppi, massimo 10-15 atleti alla volta in vasca, nonostante le dimensioni molto ampie della piscina. E anche a Siracusa, l’Ortigia è riuscita a riportare in piscina, alla Paolo Caldarella, tutte le sue squadre, anche se molte non al completo: ieri alla Cittadella dello Sport si sono allenati U10, U12, U14 e U15, mentre l’U17 aveva già ripreso l’attività la scorsa settimana.

Nella mattinata di ieri il Bogliasco ha ultimato la sanificazione della Vassallo e nel pomeriggio i pallanuotisti dei settori giovanili, dall’U13 in su, si sono riappropriati dell’impianto. Ci si alterna per genere – allo stesso orario si allenano o soltanto i maschi o soltanto le femmine -, in modo che entrambi gli spogliatoi possano essere utilizzati dalla stessa squadra, mettendo a disposizione più spazio. In vasca non ci sono mai più di 14 persone.

Lì vicino, a Genova, il Quinto è finalmente rientrato ad Albaro con i ragazzi della prima squadra, quelli dell’U20 e dell’U17. Agli ordini di Gabriele Luccianti, il team biancorosso s’è tuffato nella vasca olimpionica all’aperto dello storico impianto genovese, che assicura spazio a sufficienza per tutti. Spazio che avrà anche la Pro Recco a partire dalla prossima settimana: sono ripartiti i lavori a Punta Sant’Anna e a inizio giugno l’impianto potrà ospitare le giovanili biancocelesti, mentre i giocatori della prima squadra, che dalla scorsa settimana si allenano a Camogli, si trasferiranno praticamente in blocco a Siracusa per partecipare al collegiale del Settebello.

A Savona gli allenamenti riprendono domani, in acqua la prima squadra fino agli U15. “Poi la prossima settimana proveremo a riportare in piscina i più piccoli. – spiega Alberto AngeliniOra le condizioni non sono ideali, dobbiamo valutare con attenzione per non correre il rischio che i bambini risultino più traumatizzati che felici di tornare in piscina: devono tornare a vivere la passione della pallanuoto come era prima, vedere i coach in mascherina e non poter stare vicino ai loro compagni può essere difficile per loro”.

Anche la Florentia è pronta a far ripartire il proprio vivaio, l’appuntamento è per domani nella piscina di Bellariva, mentre il 2 giugno è la data fissata da Trieste per la ripresa degli allenamenti delle giovanili alla Bruno Bianchi. A Verona la CSS ha riaperto la propria piscina open, riportando in vasca i ragazzi. “Ma applicando il protocollo non possiamo mandare tutti gli atleti in vasca insieme – spiega coach Giovanni Zaccaria -, abbiamo difficoltà con i turni. Per il momento l’equazione non torna”.

Ad Ancona la Vela risolverà lo stesso problema con orari “estremi” per le proprie squadre: il pallone pressostatico della piscina del Passetto è stato rimosso, ma in estate la splendida piscina con vista sull’Adriatico viene utilizzata soprattutto per la balneazione. Di conseguenza gli atleti della Vela – che torneranno ad allenarsi dal 3 giugno – la occuperanno al mattino presto o alla sera tardi.

A Roma, il Foro Italico resterà chiuso fino alla prossima settimana. La Lazio riprenderà gli allenamenti nella Piscina dei Mosaici con prima squadra e giovanili a partire dal 3 giugno, stessa sorte per la Roma Nuoto, che però sfrutterà anche l’impianto della Cellulosa per le sue giovanili. Quanto alla SIS Roma, Marco Capanna sta allenando già dalla settimana scorsa le atlete romane Picozzi, Sinigaglia e Nardini nella piscina delle Dune, a Ostia. Dal 3 giugno a loro si aggiungeranno le squadre U19, U17 e U15, che potranno sfruttare anche l’altro impianto in gestione al club, alla Romanina Sporting Center.

Scendendo al Sud, in attesa che l’amministrazione comunale ultimi l’adeguamento della Simone Vitale al protocollo anti-Covid, la Rari Nantes Salerno lavora per riaprire la piscina di via Nicodemi: l’impianto ha copertura removibile e la prossima settimana potrebbe iniziare ad ospitare gli allenamenti dei pallanuotisti rarinantini.

A Palermo l’olimpionica è ancora chiusa, ma il Telimar non s’è perso d’animo: domani i giocatori della prima squadra saranno ospiti della vasca del circolo Tennis Tre, mentre la prossima settimana toccherà alle squadre giovanili. Il Catania sta incontrando qualche difficoltà ad adeguare l’impianto della Zurria al protocollo Covid: la società etnea potrebbe appoggiarsi ad altri impianti all’aperto come La Playa, per riportare in vasca i propri ragazzi. L’Orizzonte, invece, è quasi pronta: il 1 giugno le giovanili riprenderanno la loro attività nella piscina del centro sportivo Ekipe.

A Bari, infine, lo Stadio del Nuoto non aprirà prima di settembre a causa di alcuni lavori di manutenzione alle vasche scoperte da parte del Comune. I pallanuotisti della Waterpolo Bari però saranno ospiti dell’altro club cittadino, la Payton, che gestisce un impianto coperto. Inoltre, la società barese sta per finalizzare un accordo con un lido balneare della zona di San Girolamo per organizzare allenamenti e, quando possibile, anche partite in mare.

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ANCHE LA SEZIONE VELA SCENDE IN ACQUA

Il Circolo Nautico Posillipo riparte. Vento alle vele rossoverdi!

Superato il lockdown con gli allenamenti casalinghi, anche i velisti del posillipo riprendono a regatare nelle acque di Posillipo. Sulle barche adatte alle circostanze che consentono di riprendere la coordinazione ed il feeling con il movimento specifico delle varie specialità.

In settimana un prudente avvio ai laghi Fusaro e Patria per le sezioni Canoa e Canottaggio e alla piscina del Circolo con la serie A1 di Pallanuoto. Lunedì riprende anche la Scherma, il Tennis e il Triathlon anche se con attività fisiche ridotte e senza palestre. Ancora un passo verso la ripresa.

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CONTINUA LENTAMENTE IL RITORNO ALLA NORMALITÀ

Fase Due anche per la pallanuoto e la canoa

A porte chiuse per la squadra di A1 di pallanuoto e al lago Fusaro per la canoa, gli atleti rossoverdi riprendono, con le dovute precauzioni, a Circolo chiuso e piscina scoperta.

È dura rientrare in acqua dopo quasi tre mesi. La pallanuoto si è organizzata con due giocatori a corsia, entrando uno alla volta in acqua, senza utilizzare gli spogliatoi e niente docce post allenamento. Stesse precauzioni per la canoa olimpica al lago Fusaro, come ieri per il canottaggio, con allenamenti distanziati e imbarcazioni singole. E mascherine quando previsto. Lento ritorno alla normalità.

Si attende la riapertura della Scandone e della sede sociale, prevista per lunedì 25 maggio,  per la ripresa anche delle altre discipline sportive e per consentire l’accesso ai Soci.

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FOGLIO, DICHIARAZIONE D’AMORE PER NAPOLI E PER IL POSILLIPO

02/05/2020 In News, Pallanuoto

DA ILMATTINO.IT DI DIEGO SCARPITTI

Seduto su uno scoglio, incantato dalla grande bellezza. All’orizzonte si staglia imperioso il Vesuvio e il mare bagna Napoli. Indossa la calottina numero 4 e il costume rossoverde. È una dichiarazione d’amore quella di Gianluigi Foglio, un sognatore che non ha mai mollato, al Posillipo. La foto profilo Facebook sintetizza il rapporto speciale tra il difensore classe 1995 e il sodalizio che il 15 luglio compirà 95 anni di storia.

Passato, presente, futuro. «Ne approfitto in questo periodo di pausa forzata, per focalizzare le mie energie sulla tesi e completare il percorso di laurea», ammette il pallanuotista iscritto alla triennale in Scienze motorie. «Attendo la sessione estiva, per tagliare il traguardo e ho intenzione di continuare con la magistrale».

Principio di precauzione. «Mi manca tanto giocare a pallanuoto, più degli altri. È molto che non indosso la calottina. Lo stop della quarantena mi aiuta a recuperare meglio. Più tempo passa e più desidero tornare in vasca», ammette Foglio, in astinenza da cloro.

Difesa blindata ed equilibrio tattico. «Il legame con il Posillipo c’era, c’è, ci sarà: spero più a lungo possibile. Ho trascorso anni bellissimi a Napoli. Sono in continuo contatto con i ragazzi. Non mi sento mai troppo distante, nonostante la pandemia da Covid-19», osserva il biondo Gianluigi.

Dilemma A1. «Vedo remota la possibilità di ripresa di questo campionato anche nel periodo estivo, meglio concentrare l’attenzione sulla prossima stagione», afferma il giocatore pugliese, che sottolinea l’«ottimo rapporto con la società posillipina: mi è sempre stata vicina anche in questi anni difficili».

Il tempo non scalfisce il ricordo della vittoria continentale nel 2015. «Ci sono buoni propositi, spero di riprendere a giocare e ripartire insieme al Posillipo, con il quale ho trascorso anni bellissimi, coronati dalla vittoria importante dell’Euro Cup cinque anni fa».

Super derby. «Un ricordo indelebile. È stato stupendo vedere la Scandone gremita all’inverosimile, che difficilmente si presenta così durante la regular season. Un ricordo fantastico che spero si possa ripetere», dichiara orgoglioso Foglio, già campione mondiale a Perth nel 2012. «Euro Cup unico trofeo che mancava nella gloriosa storia del Posillipo. Sono onorato di averlo vinto ed aver contribuito a metterlo nella già nutrita bacheca rossoverde: un sogno che si è realizzato».

Psicologia positiva. «Esempio nitido di quanto la voglia e l’unione di un gruppo possa portare al raggiungimento di un obiettivo. Un desiderio coltivato ed espresso nella fortissima volontà del collettivo, costruito con la motivazione del singolo giocatore».

Gianluigi Foglio

Gianluigi Foglio

Condivideva la casa con Vincenzo Dolce, divenuto campione del mondo a Gwangju nell’estate del 2019, insieme a Vincenzo Renzuto Iodice. Terzetto che alzò al cielo di Fuorigrotta il trofeo europeo grazie alle parate di Tommaso Negri. I quattro atleti rossoverdi si resero protagonisti al San Paolo alla vigilia di Italia-Armenia.
«Avemmo la possibilità di incontrare Lorenzo Insigne. Fu una bella esperienza. Intesa automatica tra il Napoli e il Posillipo. È giusto che ci sia connessione tra sport diversi, che mette in risalto gli sportivi della città. Lorenzo Insigne si mostrò molto disponibile nei nostri confronti, contento di ricevere la nostra calottina. Si trattò di un confronto simpatico e formativo: scattò subito stima reciproca tra vere eccellenze. Spero che in futuro possa irrobustirsi la sinergia tra i due club e possa nascere qualche altra iniziativa», auspica Foglio.

Partenope. «Napoli mi manca molto, pur essendo di Giovinazzo, un bel paesino sul mare. Napoli è la mia seconda casa, dove mi sono trovato sempre bene. Otto stagioni in rossoverde, rapporti importanti stretti negli anni. Città bellissima, amo il Meridione. Napoli rispecchia molti valori che riscontro nella vita quotidiana, nonostante i soliti stereotipi che affibbiano».

Strizza l’occhio. «Conto di tornare presto a trovare i miei compagni di squadra, appena sarà possibile. Vorrei ricambiare l’affetto che hanno sempre mostrato medici, tecnici e staff nei miei confronti. Speriamo bene per la prossima stagione e in un futuro a tinte rossoverdi».

Amore e psiche, cuore e ragione

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CORONAVIRUS, IL DONO DI SCALZONE AL COTUGNO

DI DIEGO SCARPITTI DA ILMATTINO.IT

Non ama i riflettori ma ha acceso la luce, ridestando la speranza e riattivando la vita. Il suo un contributo concreto per la Pasqua. Solidarietà vera al tempo del Coronavirus. Mescola sensibilità e intelligenza, si distingue (in positivo) anche durante la tempesta, raggiungendo il picco di altruismo. E se talvolta l’irruenza atletica prevale sulla ragione, cagionando qualche espulsione di troppo in piscina, è presto perdonato.

Il pallanuotista del Posillipo Andrea Scalzone si è reso protagonista di un gesto di inesausta generosità. Dopo la recente donazione di sangue al Pausilipon, il difensore rossoverde ha recapitato personalmente due respiratori utili per la terapia subintensiva alla struttura che maggiormente sta combattendo in prima linea la pandemia da Covid-19 a Napoli. Una consegna speciale direttamente nelle mani del dottor Roberto Parrella, direttore del dipartimento di malattie infettive a indirizzo respiratorio presso l’ospedale Cotugno, tra gli specialisti che hanno messo a punto la terapia con il farmaco anti-artrite, ottenendo positivi riscontri su alcuni contagiati, nonché padre del 17enne posillipino Jacopo, campione europeo di categoria che gioca in serie A1 (compagno di squadra di Andrea) e Pier Paolo, attaccante tesserato rossoverde ma in prestito all’Arechi Salerno.

Quella di Andrea Scalzone (nella foto di Rosario Caramiello) un’iniziativa solidale «blindata», che non ha ritenuto opportuno pubblicizzare né enfatizzare troppo. Un gesto di conforto al fratello nel dolore contro un nemico invisibile, attraverso un’azione decisamente encomiabile. A cuore le sorti della collettività. Un atto silenzioso, nel totale nascondimento, del tutto spontaneo per il nobile autore, fatto con assoluta discrezione in questo periodo così delicato.

Figlio d’arte, Andrea ha trovato il modo di rinsaldare l’indissolubile legame con il compianto papà Armando, sempre presente sotto altre vesti. Essere giovani non rappresenta di per sè un vaccino né immunizza dalla pandemia. Sorprende e disarma il comportamento (degno di lode) del giocatore classe’92, che non ha esitato, ancora una volta, a dilatare il suo cuore verso gli altri, ridisegnando le vere priorità.

Ecco la pallanuoto dal volto umano, che non cincischia né si intaglia in sterili rivoli. Cor ad cor loquitur. Andrea Scalzone comprovato campione dal cuore d’oro.

di Diego Scarpitti da ilmattino.it

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PALLANUOTO: IL GESTO DEL CAPITANO DEL POSILLIPO

SACCOIA, CALOTTINA ALL’ASTA PER LA LOTTA AL CORONAVIRUS

Saccoia calottina allasta-il mattino-2020-04-06Anche il capitano del Posillipo Paride Saccoia scende in campo nella lotta al Covid 19 aderendo all’ iniziativa “La pallanuoto contro il Coronavirus”. L’alfiere rossoverde ha deciso di donare quella che forse è la sua calottina più preziosa perché indossata in occasione della storica finale di Coppa Len del 2015 vinta dal suo Posillipo al termine di un indimenticabile doppio derby napoletano alla Scandone con l’ Acquachiara.

Lo storico cimelio andrà all’ asta sul sito della Fondazione Cristiano Tosi che già da qualche giorno ha fatto partire l’ opera filantropica raccogliendo gadget e oggetti personali dalle più luminose stelle della pallanuoto italiana. In particolare l’intero ricavato dalla vendita della calottina di Saccoia sarà destinato all’ ospedale Cotugno di Napoli, l’eccellenza partenopea impegnata in prima linea per combattere la pandemia. Nel videomessaggio con cui il centrovasca rossoverde ha annunciato l’iniziativa benefica, diffuso sui canali social del Circolo Posillipo, anche un invito a tener duro in questi momenti così delicati: «Rimanete a casa e siate generosi – ha detto Saccoia – insieme ce la faremo».

da il Roma del 6 aprile 2020 di Gianluca Verna

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#NOICIALLENIAMOACASA – GRAZIE!

04/04/2020 In Casa Sociale, News, Pallanuoto

La passione, la grinta, la resistenza e la voglia di farcela ogni giorno, attraverso lo sport a superare questo momento. E la riconoscenza dei nostri giovanissimi atleti nei confronti dei nostri istruttori che ogni giorno si allenano con loro e per loro!

#iorestoacasa #iomiallenoacasa #nonsimollamai

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PARRELLA, I PALLANUOTISTI FIGLI DEL MEDICO CHE LOTTA NELLA TRINCEA DEL COTUGNO

DA “IL MATTINO” DI SABATO 14 MARZO 2020 – «CAMPIONATI FERMI, FACCIAMO PESI CON LE CASSETTE D’ACQUA ASPETTANDO CON ANSIA IL RIENTRO DI PAPÀ DALL’OSPEDALE»

LA STORIA

Jacopo Parrella

Jacopo Parrella

Pierpaolo Parrella

Pierpaolo Parrella

I due fratelli ritrovano il sorriso la sera, dopo un’attesa che da settimane è sempre più lunga e carica di ansie. Pierpaolo e Jacopo Parrella sono i figli di un medico impegnato in prima linea nella lotta al Coronavirus. Il dottor Roberto Parrella, direttore del dipartimento di malattie infettive a indirizzo respiratorio presso l’ ospedale Cotugno, è tra gli specialisti che hanno messo a punto la terapia con il farmaco anti-artrite che ha avuto positivi riscontri su alcuni contagiati.

«Siamo orgogliosi di lui e quando rientra a casa, dopo una giornata di enorme stress, cerchiamo di non affaticarlo anche con i nostri problemi ma di fargli sentire il sostegno della famiglia e di farlo dormire bene perché tanti hanno bisogno di lui il giorno dopo», racconta Jacopo, 17 anni, uno in meno del fratello.

Il primo gesto del dottor Parrella, quando torna a casa, è lavarsi le mani. «Una cosa semplice, banale, scontata, però nostro padre, quando sono scoppiati i primi focolai del Coronavirus, ci ha fatto capire quanto fosse fondamentale. E poi altri consigli, tra cui coprirsi bene per evitare di prendere la febbre». E prova a farlo capire a due ragazzi forti fisicamente, che non vedono l’ora di tuffarsi in piscina per un allenamento o una partita. «Abbiamo dato questi consigli ai nostri compagni e ai nostri amici: non basta l’ impegno dei medici negli ospedali per risolvere questa angosciante situazione».

A BORDOVASCA
Jacopo gioca da questa stagione nella prima squadra del Posillipo, dopo aver vinto il titolo europeo con la nazionale under 17, mentre Pierpaolo si è temporaneamente trasferito all’Arechi Salerno. Papà Roberto, compatibilmente con gli impegni di lavoro, li ha sempre seguiti. «Come tifoso e anche come medico a disposizione della squadra, condivide totalmente la passione per la pallanuoto». Tra la piscina e la casa sulla collina di Posillipo, dove spesso i ragazzi hanno festeggiato le vittorie.

«Da quando è cominciata questa storia drammatica, cerchiamo di ridurre al minimo le problematiche familiari. Certo, quasi tutti i nostri amici hanno i genitori a casa, invece nostro padre è impegnato più che mai. Quando ritroverà il tempo per le partite di pallanuoto vorrà dire che tutto questo è finito», racconta Jacopo, da una settimana pallanuotista a secco, come i suoi compagni del Posillipo che cercano di risollevarsi nel campionato di serie A sotto la guida del giovane allenatore Roberto Brancaccio.

L’ ultima partita nella piscina di Salerno una settimana fa, poi è scattata la serrata dello sport in tutta Italia. «Tapis roulant, cyclette, esercizi a corpo libero. E come pesi utilizziamo le cassette di acqua minerale», stavolta scappa un sorriso a Jacopo, che con il fratello ha compiuto tutto il percorso nelle giovanili posillipine, con un’esperienza nella Cesport, squadra napoletana di serie A2. A bordovasca il tifo del padre, della madre Edy, docente di matematica, e del fratello maggiore Manfredi, rientrato da Mantova in questi giorni. «Ci manca la pallanuoto ma abbiamo compreso perfettamente le ragioni di questa sosta forzata e torneremo a giocare soltanto quando i tempi saranno migliori». Adesso è l’ ora di continuare a fare il tifo per papà e i suoi colleghi del Cotugno.

f.d.l. © RIPRODUZIONE RISERVATA. IL MATTINO 14/03/2020Parrella - Il Mattino del 14-03-2020| Area Comunicazione

CHIUSURA DEL CIRCOLO POSILLIPO, SACCOIA: “RESPONSABILITÀ E SAGGEZZA”

12/03/2020 In Casa Sociale, News, Pallanuoto

L’INTERVISTA DI DIEGO SCARPITTI AL CAPITANO DELLA SQUADRA DI PALLANUOTO PARIDE SACCOIA SU IL MATTINO.IT

Chiude il circolo Posillipo, capitan Saccoia: «Scelta saggia e condivisibile». Responsabilità e saggezza. Il Circolo Nautico Posillipo resterà chiuso sino al 3 aprile 2020. Lo sport cittadino si adegua alle disposizioni ministeriali contenute nei decreti del Governo.

Dopo la sanificazione della palestra e della piscina e l’ interdizione agli atleti e agli utenti, cancelli sbarrati in via Posillipo 5. Misure straordinarie adottate al tempo del coronavirus.

«Da capitano del Posillipo sono contento di come si è comportato il Sodalizio rossoverde in questi giorni di emergenza. Concordo pienamente con la chiusura della sede sociale. Scelta condivisibile», spiega Paride Saccoia, calottina numero 12. Un provvedimento improntato al buon senso, per contenere il rischio contagio. «Non ci pieghiamo alla psicosi».

Impegno. «Donate i vostri soldi per una giusta causa. Sosteniamo chi può trovare una soluzione e salvare vite umane. Finora la maggior parte di noi aveva sottovalutato la situazione. Credo che ora non si possa più non considerare la gravità del problema. Aiutiamoci in ogni modo. Solo così quest’ incubo finirà nel più breve tempo possibile». Il giocatore del Posillipo ha destinato il suo contributo al reparto di terapia intensiva dell’ ospedale Cotugno, per la sperimentazione della cura e di un antidoto al Covid-19. «Diamo una mano. Spero in molti donino qualcosa alle strutture ospedaliere», auspica il centrovasca posillipino.

Sospeso il campionato di A1. «Lo sport passa in secondo piano, al primo posto la salute di tutti, bene collettivo. La pallanuoto, come le altre discipline, andava fermata prima, così come l’ adozione di determinati provvedimenti in favore di atleti e società. Situazione inaspettata, passerà sicuramente. Verranno tempi migliori e ci rimboccheremo le maniche. Gli allenamenti non sono da prendere in considerazione in questo frangente. Tornerà la normalità e torneremo più carichi di prima alla vita di tutti i giorni», avverte fiducioso Saccoia.

Appello. «Momento di incertezza. Lascerei la parola ai medici e al settore sanitario, che dovrebbero indicarci la via. Siamo in una situazione di emergenza. È il momento di pensare prioritariamente alla salute. Ci aspettano tempi duri. Ai giovani dico che è arrivato il momento di crescere. Bisogna ascoltare i genitori e seguire gli esempi positivi, in linea con le indicazioni delle istituzioni. La vita non è un gioco: serve essere civili».

Saccoia - foto CaramielloRimedi. «Ignorare e disattendere le norme arreca un danno alla comunità e a se stessi. Io resto a casa: lavoro necessario, in alternativa smart working. No agli aperitivi. La nostra generazione si può organizzare con i social media. Non siamo in prigione. Alla coscienza del singolo affidate le dovute precauzioni. Bisogna cambiare le abitudini, per evitare il picco del contagio. Stiamo combattendo contro un nemico invisibile e letale, non solo per le persone anziane», osserva il giocatore classe’ 89 (nella foto di Rosario Caramiello).

Italia zona protetta. «Dall’ inizio non si è ben percepita la gravità. Bloccare i trasferimenti all’ interno del Paese con 60 milioni di abitanti è una decisione forte, che non ha precedenti. Sono molto preoccupato per l’ immediato. Dobbiamo stare a casa il più possibile. Sarà una batosta per l’ economia italiana e per quanti perderanno il lavoro. E’ il momento di stringere i denti», conclude Saccoia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA di Diego Scarpitti da Il Mattino.it del 11 marzo 2020

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PALLANUOTO: IL CIRCOLO NAUTICO POSILLIPO SUL “CASO” PICCA

NOI CORRETTI; CIONONOSTANTE NESSUN RIGUARDO PER IL NOSTRO ATLETA

Con riferimento ad alcuni articoli apparsi oggi sul web, ci preme ribadire la correttezza dei comportamenti del CN Posillipo e del suo giocatore Antonio Picca in occasione della partita del campionato nazionale di Serie A1 di pallanuoto Rari Nantes Salerno- Posillipo.

Il giocatore, che non presentava alcun sintomo di alcuna patologia, si è regolarmente allenato nei giorni scorsi e nella mattinata di sabato. Convocato per la partita del pomeriggio a Salerno, al controllo, effettuato su tutti gli atleti, prima del riscaldamento in acqua (come da recenti disposizioni) gli è stato riscontrato qualche decimo di aumento della temperatura, senza nessun altro sintomo (va precisato che tutt’oggi l’atleta è senza febbre) pertanto, il giocatore è stato considerato indisponibile per l’incontro; incontro che si è regolarmente disputato, come anche auspicato dalla squadra ospitante e come ritenuto dal giudice di gara.

Va invece rimarcato il trattamento riservato al nostro atleta, al quale è stato intimato di uscire immediatamente dall’impianto, paventando, altrimenti, l’intervento delle forze dell’ordine, senza alcuna valida motivazione e senza considerazione per l’impegno del Sodalizio e per la dignità del giocatore.

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