PALLANUOTO: IL NOSTRO ATLETA MARCELLO CALÌ LAUREATO IN INGEGNERIA AEROSPAZIALE

05/06/2020 In News, Pallanuoto

CONCLUSA BRILLANTEMENTE LA PRIMA FASE TRIENNALE DEL CORSO DI STUDI

Marcello Calì

Marcello Calì

Marcello si è laureato in Ingegneria Aerospaziale con la votazione di 110 e lode chiudendo i primi tre anni del corso di studi presso l’Università Federico II di Napoli. Ha intrapreso nell’anno in corso 2019/20 un progetto di nove mesi in Erasmus come svoglimento esami e preparazione tesi presso l’ Universidad de Sevilla.

Per questo motivo nella stagione agonistica chiusa per lockdown ha giocato e vinto il campionato di Segunda Nacional con la Waterpolo Sevilla, promossa ufficialmente in Primera Liga.

Con la calottina del CN Posillipo ha vinto una medaglia di bronzo con la categoria Under 20 nelle Finali del 2018 (da capitano). Ha inoltre giocato per un anno in prestito alternativo alla RN Arechi in Serie A2.

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CONTINUA LENTAMENTE IL RITORNO ALLA NORMALITÀ

Fase Due anche per la pallanuoto e la canoa

A porte chiuse per la squadra di A1 di pallanuoto e al lago Fusaro per la canoa, gli atleti rossoverdi riprendono, con le dovute precauzioni, a Circolo chiuso e piscina scoperta.

È dura rientrare in acqua dopo quasi tre mesi. La pallanuoto si è organizzata con due giocatori a corsia, entrando uno alla volta in acqua, senza utilizzare gli spogliatoi e niente docce post allenamento. Stesse precauzioni per la canoa olimpica al lago Fusaro, come ieri per il canottaggio, con allenamenti distanziati e imbarcazioni singole. E mascherine quando previsto. Lento ritorno alla normalità.

Si attende la riapertura della Scandone e della sede sociale, prevista per lunedì 25 maggio,  per la ripresa anche delle altre discipline sportive e per consentire l’accesso ai Soci.

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FOGLIO, DICHIARAZIONE D’AMORE PER NAPOLI E PER IL POSILLIPO

02/05/2020 In News, Pallanuoto

DA ILMATTINO.IT DI DIEGO SCARPITTI

Seduto su uno scoglio, incantato dalla grande bellezza. All’orizzonte si staglia imperioso il Vesuvio e il mare bagna Napoli. Indossa la calottina numero 4 e il costume rossoverde. È una dichiarazione d’amore quella di Gianluigi Foglio, un sognatore che non ha mai mollato, al Posillipo. La foto profilo Facebook sintetizza il rapporto speciale tra il difensore classe 1995 e il sodalizio che il 15 luglio compirà 95 anni di storia.

Passato, presente, futuro. «Ne approfitto in questo periodo di pausa forzata, per focalizzare le mie energie sulla tesi e completare il percorso di laurea», ammette il pallanuotista iscritto alla triennale in Scienze motorie. «Attendo la sessione estiva, per tagliare il traguardo e ho intenzione di continuare con la magistrale».

Principio di precauzione. «Mi manca tanto giocare a pallanuoto, più degli altri. È molto che non indosso la calottina. Lo stop della quarantena mi aiuta a recuperare meglio. Più tempo passa e più desidero tornare in vasca», ammette Foglio, in astinenza da cloro.

Difesa blindata ed equilibrio tattico. «Il legame con il Posillipo c’era, c’è, ci sarà: spero più a lungo possibile. Ho trascorso anni bellissimi a Napoli. Sono in continuo contatto con i ragazzi. Non mi sento mai troppo distante, nonostante la pandemia da Covid-19», osserva il biondo Gianluigi.

Dilemma A1. «Vedo remota la possibilità di ripresa di questo campionato anche nel periodo estivo, meglio concentrare l’attenzione sulla prossima stagione», afferma il giocatore pugliese, che sottolinea l’«ottimo rapporto con la società posillipina: mi è sempre stata vicina anche in questi anni difficili».

Il tempo non scalfisce il ricordo della vittoria continentale nel 2015. «Ci sono buoni propositi, spero di riprendere a giocare e ripartire insieme al Posillipo, con il quale ho trascorso anni bellissimi, coronati dalla vittoria importante dell’Euro Cup cinque anni fa».

Super derby. «Un ricordo indelebile. È stato stupendo vedere la Scandone gremita all’inverosimile, che difficilmente si presenta così durante la regular season. Un ricordo fantastico che spero si possa ripetere», dichiara orgoglioso Foglio, già campione mondiale a Perth nel 2012. «Euro Cup unico trofeo che mancava nella gloriosa storia del Posillipo. Sono onorato di averlo vinto ed aver contribuito a metterlo nella già nutrita bacheca rossoverde: un sogno che si è realizzato».

Psicologia positiva. «Esempio nitido di quanto la voglia e l’unione di un gruppo possa portare al raggiungimento di un obiettivo. Un desiderio coltivato ed espresso nella fortissima volontà del collettivo, costruito con la motivazione del singolo giocatore».

Gianluigi Foglio

Gianluigi Foglio

Condivideva la casa con Vincenzo Dolce, divenuto campione del mondo a Gwangju nell’estate del 2019, insieme a Vincenzo Renzuto Iodice. Terzetto che alzò al cielo di Fuorigrotta il trofeo europeo grazie alle parate di Tommaso Negri. I quattro atleti rossoverdi si resero protagonisti al San Paolo alla vigilia di Italia-Armenia.
«Avemmo la possibilità di incontrare Lorenzo Insigne. Fu una bella esperienza. Intesa automatica tra il Napoli e il Posillipo. È giusto che ci sia connessione tra sport diversi, che mette in risalto gli sportivi della città. Lorenzo Insigne si mostrò molto disponibile nei nostri confronti, contento di ricevere la nostra calottina. Si trattò di un confronto simpatico e formativo: scattò subito stima reciproca tra vere eccellenze. Spero che in futuro possa irrobustirsi la sinergia tra i due club e possa nascere qualche altra iniziativa», auspica Foglio.

Partenope. «Napoli mi manca molto, pur essendo di Giovinazzo, un bel paesino sul mare. Napoli è la mia seconda casa, dove mi sono trovato sempre bene. Otto stagioni in rossoverde, rapporti importanti stretti negli anni. Città bellissima, amo il Meridione. Napoli rispecchia molti valori che riscontro nella vita quotidiana, nonostante i soliti stereotipi che affibbiano».

Strizza l’occhio. «Conto di tornare presto a trovare i miei compagni di squadra, appena sarà possibile. Vorrei ricambiare l’affetto che hanno sempre mostrato medici, tecnici e staff nei miei confronti. Speriamo bene per la prossima stagione e in un futuro a tinte rossoverdi».

Amore e psiche, cuore e ragione

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#NOICIALLENIAMOACASA – GRAZIE!

20/04/2020 In Pallanuoto

La passione, la grinta, la resistenza e la voglia di farcela ogni giorno, attraverso lo sport a superare questo momento. E la riconoscenza dei nostri giovanissimi atleti nei confronti dei nostri istruttori che ogni giorno si allenano con loro e per loro!

#iorestoacasa #iomiallenoacasa #nonsimollamai

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CORONAVIRUS, IL DONO DI SCALZONE AL COTUGNO

DI DIEGO SCARPITTI DA ILMATTINO.IT

Non ama i riflettori ma ha acceso la luce, ridestando la speranza e riattivando la vita. Il suo un contributo concreto per la Pasqua. Solidarietà vera al tempo del Coronavirus. Mescola sensibilità e intelligenza, si distingue (in positivo) anche durante la tempesta, raggiungendo il picco di altruismo. E se talvolta l’irruenza atletica prevale sulla ragione, cagionando qualche espulsione di troppo in piscina, è presto perdonato.

Il pallanuotista del Posillipo Andrea Scalzone si è reso protagonista di un gesto di inesausta generosità. Dopo la recente donazione di sangue al Pausilipon, il difensore rossoverde ha recapitato personalmente due respiratori utili per la terapia subintensiva alla struttura che maggiormente sta combattendo in prima linea la pandemia da Covid-19 a Napoli. Una consegna speciale direttamente nelle mani del dottor Roberto Parrella, direttore del dipartimento di malattie infettive a indirizzo respiratorio presso l’ospedale Cotugno, tra gli specialisti che hanno messo a punto la terapia con il farmaco anti-artrite, ottenendo positivi riscontri su alcuni contagiati, nonché padre del 17enne posillipino Jacopo, campione europeo di categoria che gioca in serie A1 (compagno di squadra di Andrea) e Pier Paolo, attaccante tesserato rossoverde ma in prestito all’Arechi Salerno.

Quella di Andrea Scalzone (nella foto di Rosario Caramiello) un’iniziativa solidale «blindata», che non ha ritenuto opportuno pubblicizzare né enfatizzare troppo. Un gesto di conforto al fratello nel dolore contro un nemico invisibile, attraverso un’azione decisamente encomiabile. A cuore le sorti della collettività. Un atto silenzioso, nel totale nascondimento, del tutto spontaneo per il nobile autore, fatto con assoluta discrezione in questo periodo così delicato.

Figlio d’arte, Andrea ha trovato il modo di rinsaldare l’indissolubile legame con il compianto papà Armando, sempre presente sotto altre vesti. Essere giovani non rappresenta di per sè un vaccino né immunizza dalla pandemia. Sorprende e disarma il comportamento (degno di lode) del giocatore classe’92, che non ha esitato, ancora una volta, a dilatare il suo cuore verso gli altri, ridisegnando le vere priorità.

Ecco la pallanuoto dal volto umano, che non cincischia né si intaglia in sterili rivoli. Cor ad cor loquitur. Andrea Scalzone comprovato campione dal cuore d’oro.

di Diego Scarpitti da ilmattino.it

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