PALLANUOTO: AMARCORD ROSSOVERDE, POSILLIPO CAMPIONE D’EUROPA 22 ANNI FA A ZAGABRIA

09/06/2020 In Pallanuoto

DA IL MATTINO DEL 8 GIUGNO 2020 di Diego Scarpitti

Posillipo 98
Quel giorno sulla vetta d’Europa. Una grande pagina di storia a tinte rossoverdi, un derby italiano in terra straniera. Correva l’anno 1998. Le foto di 22 anni fa, preziose e suggestive, appaiono nel loro profondo significato. Non operazione nostalgia ma il tentativo di scavare nei cassetti della memoria e riportare alla luce un successo indimenticato. Dopo la vittoria alla Scandone dell’anno precedente (5 aprile 1997 versus Mladost), il Posillipo del compianto Paolo De Crescenzo «signore degli scudetti, delizioso maestro di vita e di sport, sublime professore di pallanuoto», come ricorda Franco Esposito con il suo tratto fine e inconfondibile, segnava il bis.

Campioni d’Europa Milan Tadić, Marcello De Georgio, Tamás Kásás, Franco e Pino Porzio, Francesco Postiglione, il mancino Gergely Kiss, Fabio Galasso, Luca Giustolisi, Fulvio Di Martire, Carlo Silipo, Fabio Bencivenga, Antracite Lignano, che superarono 8-6 il Pescara di Manuel Estiarte, Francesco Attolico, Amedeo Pomilio, i fratelli Alessandro e Roberto Calcaterra, Sandro Bovo. Della compagine posillipina presenti e festanti il fisioterapista Silvio Ausiello, il medico Maurizio Marassi, il preparatore Dino Sangiorgio, il dirigente Gianni Grieco.

«La vittoria sancì la nostra doppietta. Ci tenevamo alla conferma con quel gruppo. Il trionfo non certo emotivamente coinvolgente come Napoli l’anno precedente», ricorda Silipo. «Situazione a tratti surreale, perché il pubblico di casa sperava di vedere Mladost Zagabria in finale per una possibile rivincita». Così non avvenne. «Vigilia pensierosa. Gli abruzzesi eliminarono i croati in semifinale e fu una vera sorpresa», ammette il gigante napoletano. «Ci imponemmo con due gol di scarto, gestendo abbastanza bene l’andamento della sfida», sottolinea l’oro olimpico a Barcellona’92, poi bronzo ad Altanta’96. «Rivedendo quelle immagini traspare una squadra serena: alle spalle c’era una società presente. E poi tanti soci al seguito, anche in trasferta. L’immagine più nitida e bella la vicinanza del circolo e della dirigenza dell’epoca», afferma l’Hall of Fame. Festeggiamenti al ristorante di Zvonimir Boban (sì proprio lui, «Zorro», che alzò la Coppa dalle grandi orecchie con la maglia del Milan nel 1994). «Cena simpatica con più di 50 soci in un clima gioioso».

Da incorniciare il 6 giugno nel calendario posillipino. Gli storici ricorderanno, invece, la morte di Camillo Benso conte di Cavour, avvenuta in quello stesso giorno nel 1861. «Sempre particolari le vittorie del Posillipo. Tensione naturale alla vigilia. Indimenticabili resteranno le tre Champions (1997, 1998, 2005 unitamente a Silipo e Postiglione) vinte con una squadra non costruite al computer ma sulla passione, lo spirito di sacrificio, la voglia di fare e di aiutare i propri compagni. Una formazione non assemblata con l’algoritmo. E’ sempre stato il cuore a fare la differenza nei momenti di difficoltà», rammenta Bencivenga, il «drago di Curti», centroboa dalle lunghe leve.

A richiamare l’aneddoto più stuzzicante Postiglione, con il «paraustiéllo» adatto per la circostanza del tempo, scelto sapientemente da Pino Porzio. «Amma tirà a varc osciutt», disse il giocatore napoletano (sportivo italiano più vincente di sempre), che conquisterà l’Eurolega 7 anni dopo anche da allenatore. «Una metafora calzante per indicare l’ultimo sforzo da compiere. Come il pescatore solito nell’atto di portare il pescato a riva e trascinare a dovere le reti, così il Posillipo doveva compiere l’ultimo atto: alzare la coppa e portarla a casa. E così avvenne, al termine di un match tirato e con una grande prestazione di Fulvio Di Martire», argomenta l’attuale vicepresidente Fin.

Alla sirena l’indicibile esultanza e il tuffo in acqua di Vincenzo Di Laurenzio, figlio di Salvatore, arbitro di serie A1, a raggiungere quel Posillipo stellare, stabilmente sul tetto d’Europa.

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TOMMASO NEGRI, IL PORTIERE DELLA PALLANUOTO ITALIANA

27/05/2020 In News, Pallanuoto

TRENTAQUATTRO ANNI PER TOMMASO NEGRI – da periodicodaily di Angelica Morrone

Ieri, 26 maggio, ha compiuto trentaquattro anni Tommaso Negri, il pallanuotista Italiano. Il suo ruolo è il portiere, ed è entrato a far parte della società ligure Pro Recco dal 15 Maggio 2020, che lo ha acquistato.

Tommaso dal 2007 al 2009 è stato legato sentimentalmente con una nota sportiva, pallavolista della nazionale Italiana. La Carriera di Tommaso Negri Inizia la carriera nelle giovanili della Sportiva Sturla, dove gioca la stagione 2001/2002 di serie C conquistando a fine campionato la promozione in serie B. Nel mese di agosto 2003 si trasferisce con la formula del prestito annuale alla Pro Recco, dove vince un titolo allievi a Pescara. E dove, l’8 marzo 2003 alla piscina Sciorba di Genova, esordisce in serie A1 contro la Rari Nantes Florentia. Scendendo in acqua durante l’ultimo tempo senza subire neppure una rete (partita vinta 14-7).

La Stagione 2003-2005 di Tommaso Negri
Il 17 maggio 2003 vince anche la sua prima Eurolega nella final four di LEN Champions League 2002-2003 di Genova, senza però essere mai sceso in campo. Passa a titolo definitivo alla Rari Nantes Bogliasco nel settembre 2003, nella quale matura esperienza nella massima serie. E dove vince due titoli juniores, uno nel 2004 a Salerno, dove inoltre viene premiato come miglior portiere del campionato, e l’altro nel 2005 ad Imperia.

La Stagione 2007-2011 di Tommaso Negri
Dopo quattro stagioni, nel settembre 2007 passa a titolo definitivo dal Bogliasco al Circolo Nautico Posillipo. La prima stagione 2007/08 si alterna con l’esperto Fabio Violetti, raggiungendo la semifinale scudetto contro la Leonessa Brescia. Poi Circolo Nautico Posillipo viene eliminato in due gare raggiungendo la terza posizione finale.

La stagione 2008/09 Tommaso raggiunge quota 96 presenze tra campionato e coppe che lo portano a conquistare prima la finale scudetto contro la Pro Recco (persa poi per 3-0). E successivamente la convocazione per i mondiali di Roma 2009. Dalla stagione 2009 Tommaso aveva scelto di giocare sempre con il numero 13.
Nelle due stagioni seguenti, 2009/10 e 2010/11, raggiunge sempre la semifinale scudetto, perdendo però in entrambe le occasioni contro la Carisa Savona. Non riuscendo così a rigiocare la finale scudetto già disputata nel 2009 contro la Pro Recco (persa 3-0).

La Stagione 2011-2012 di Tommaso Negri
Durante la stagione 2011/2012, succede qualcosa prima dell’inizio della partita Circolo Nautico Posillipo – Rari Nantes Florentia (partita valevole per il quarto di finale play-off). Tommaso riceve dal presidente Bruno Caiazzo una targa per il raggiungimento del traguardo delle 200 partite in rossoverde.
Nel maggio 2011 ad Ostia, durante un raduno della nazionale maggiore in preparazione per il mondiale di Shanghai, Tommaso subisce un infortunio al ginocchio ed è costretto ad un intervento che lo terrà fuori per i seguenti due mesi.

In questi anni resta nell’orbita della nazionale maggiore dove gioca qualche amichevole senza però mai prendere parte ad alcuna competizione internazionale. La sua ultima partita in azzurro risale al 6 gennaio 2012 Italia-Canada valevole per la Volvo Cup.

La Stagione 2012-2016 di Tommaso Negri
Nel corso della stagione 2012/2013 taglia l’importante traguardo delle 300 partite in rossoverde. Diventando così il secondo giocatore con più presenze nella rosa attuale del Circolo Nautico Posillipo, dietro solo al capitano Valentino Gallo. Nella stagione 2014-2015 si gioca la partita di Coppa dei Campioni del 19 ottobre 2014 a kragujevac (Serbia) tra Radniki e C.N. Posillipo e Tommaso indossa per la prima volta la fascia di capitano della sua squadra.

L’11 aprile 2015 affronta la gara di ritorno della Finale di Len Euro Cup, il derby napoletano tra il C.N. Posillipo e l’Acquachiara (andata 6-6 ritorno 11-10). In questa finale Tommaso conquista la sua prima Euro cup, arricchendo così la bacheca del circolo di mergellina con l’unica coppa europea che ancora mancava. La stagione 2015-16 si apre con la rottura del setto nasale durante un allenamento, infortunio che costringe Tommaso a saltare le prime tre giornate di campionato. Il 25 novembre 2015 nella piscina di Sori (Ge) arriva la sconfitta in Finale della Supercoppa Europea nel derby tutto italiano contro la formazione ligure della Pro Recco.

Nel novembre 2018 si Laurea a pieni voti in scienze motorie presso l’Università Pegaso di Napoli. Infine il 15 Maggio 2020 viene acquistato di nuovo dalla Pro Recco. “Diamo il benvenuto a Tommaso” le parole del presidente Maurizio Felugo “siamo doppiamente felici perché riportiamo a casa un portiere di sicuro affidamento e inseriamo nel gruppo un ragazzo positivo, nato e cresciuto a Genova. Le prestazioni di questi anni meritavano la nostra attenzione : siamo sicuri che anche a Recco saprà dimostrare il suo valore”

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FOGLIO, DICHIARAZIONE D’AMORE PER NAPOLI E PER IL POSILLIPO

02/05/2020 In News, Pallanuoto

DA ILMATTINO.IT DI DIEGO SCARPITTI

Seduto su uno scoglio, incantato dalla grande bellezza. All’orizzonte si staglia imperioso il Vesuvio e il mare bagna Napoli. Indossa la calottina numero 4 e il costume rossoverde. È una dichiarazione d’amore quella di Gianluigi Foglio, un sognatore che non ha mai mollato, al Posillipo. La foto profilo Facebook sintetizza il rapporto speciale tra il difensore classe 1995 e il sodalizio che il 15 luglio compirà 95 anni di storia.

Passato, presente, futuro. «Ne approfitto in questo periodo di pausa forzata, per focalizzare le mie energie sulla tesi e completare il percorso di laurea», ammette il pallanuotista iscritto alla triennale in Scienze motorie. «Attendo la sessione estiva, per tagliare il traguardo e ho intenzione di continuare con la magistrale».

Principio di precauzione. «Mi manca tanto giocare a pallanuoto, più degli altri. È molto che non indosso la calottina. Lo stop della quarantena mi aiuta a recuperare meglio. Più tempo passa e più desidero tornare in vasca», ammette Foglio, in astinenza da cloro.

Difesa blindata ed equilibrio tattico. «Il legame con il Posillipo c’era, c’è, ci sarà: spero più a lungo possibile. Ho trascorso anni bellissimi a Napoli. Sono in continuo contatto con i ragazzi. Non mi sento mai troppo distante, nonostante la pandemia da Covid-19», osserva il biondo Gianluigi.

Dilemma A1. «Vedo remota la possibilità di ripresa di questo campionato anche nel periodo estivo, meglio concentrare l’attenzione sulla prossima stagione», afferma il giocatore pugliese, che sottolinea l’«ottimo rapporto con la società posillipina: mi è sempre stata vicina anche in questi anni difficili».

Il tempo non scalfisce il ricordo della vittoria continentale nel 2015. «Ci sono buoni propositi, spero di riprendere a giocare e ripartire insieme al Posillipo, con il quale ho trascorso anni bellissimi, coronati dalla vittoria importante dell’Euro Cup cinque anni fa».

Super derby. «Un ricordo indelebile. È stato stupendo vedere la Scandone gremita all’inverosimile, che difficilmente si presenta così durante la regular season. Un ricordo fantastico che spero si possa ripetere», dichiara orgoglioso Foglio, già campione mondiale a Perth nel 2012. «Euro Cup unico trofeo che mancava nella gloriosa storia del Posillipo. Sono onorato di averlo vinto ed aver contribuito a metterlo nella già nutrita bacheca rossoverde: un sogno che si è realizzato».

Psicologia positiva. «Esempio nitido di quanto la voglia e l’unione di un gruppo possa portare al raggiungimento di un obiettivo. Un desiderio coltivato ed espresso nella fortissima volontà del collettivo, costruito con la motivazione del singolo giocatore».

Gianluigi Foglio

Gianluigi Foglio

Condivideva la casa con Vincenzo Dolce, divenuto campione del mondo a Gwangju nell’estate del 2019, insieme a Vincenzo Renzuto Iodice. Terzetto che alzò al cielo di Fuorigrotta il trofeo europeo grazie alle parate di Tommaso Negri. I quattro atleti rossoverdi si resero protagonisti al San Paolo alla vigilia di Italia-Armenia.
«Avemmo la possibilità di incontrare Lorenzo Insigne. Fu una bella esperienza. Intesa automatica tra il Napoli e il Posillipo. È giusto che ci sia connessione tra sport diversi, che mette in risalto gli sportivi della città. Lorenzo Insigne si mostrò molto disponibile nei nostri confronti, contento di ricevere la nostra calottina. Si trattò di un confronto simpatico e formativo: scattò subito stima reciproca tra vere eccellenze. Spero che in futuro possa irrobustirsi la sinergia tra i due club e possa nascere qualche altra iniziativa», auspica Foglio.

Partenope. «Napoli mi manca molto, pur essendo di Giovinazzo, un bel paesino sul mare. Napoli è la mia seconda casa, dove mi sono trovato sempre bene. Otto stagioni in rossoverde, rapporti importanti stretti negli anni. Città bellissima, amo il Meridione. Napoli rispecchia molti valori che riscontro nella vita quotidiana, nonostante i soliti stereotipi che affibbiano».

Strizza l’occhio. «Conto di tornare presto a trovare i miei compagni di squadra, appena sarà possibile. Vorrei ricambiare l’affetto che hanno sempre mostrato medici, tecnici e staff nei miei confronti. Speriamo bene per la prossima stagione e in un futuro a tinte rossoverdi».

Amore e psiche, cuore e ragione

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CORONAVIRUS, IL DONO DI SCALZONE AL COTUGNO

DI DIEGO SCARPITTI DA ILMATTINO.IT

Non ama i riflettori ma ha acceso la luce, ridestando la speranza e riattivando la vita. Il suo un contributo concreto per la Pasqua. Solidarietà vera al tempo del Coronavirus. Mescola sensibilità e intelligenza, si distingue (in positivo) anche durante la tempesta, raggiungendo il picco di altruismo. E se talvolta l’irruenza atletica prevale sulla ragione, cagionando qualche espulsione di troppo in piscina, è presto perdonato.

Il pallanuotista del Posillipo Andrea Scalzone si è reso protagonista di un gesto di inesausta generosità. Dopo la recente donazione di sangue al Pausilipon, il difensore rossoverde ha recapitato personalmente due respiratori utili per la terapia subintensiva alla struttura che maggiormente sta combattendo in prima linea la pandemia da Covid-19 a Napoli. Una consegna speciale direttamente nelle mani del dottor Roberto Parrella, direttore del dipartimento di malattie infettive a indirizzo respiratorio presso l’ospedale Cotugno, tra gli specialisti che hanno messo a punto la terapia con il farmaco anti-artrite, ottenendo positivi riscontri su alcuni contagiati, nonché padre del 17enne posillipino Jacopo, campione europeo di categoria che gioca in serie A1 (compagno di squadra di Andrea) e Pier Paolo, attaccante tesserato rossoverde ma in prestito all’Arechi Salerno.

Quella di Andrea Scalzone (nella foto di Rosario Caramiello) un’iniziativa solidale «blindata», che non ha ritenuto opportuno pubblicizzare né enfatizzare troppo. Un gesto di conforto al fratello nel dolore contro un nemico invisibile, attraverso un’azione decisamente encomiabile. A cuore le sorti della collettività. Un atto silenzioso, nel totale nascondimento, del tutto spontaneo per il nobile autore, fatto con assoluta discrezione in questo periodo così delicato.

Figlio d’arte, Andrea ha trovato il modo di rinsaldare l’indissolubile legame con il compianto papà Armando, sempre presente sotto altre vesti. Essere giovani non rappresenta di per sè un vaccino né immunizza dalla pandemia. Sorprende e disarma il comportamento (degno di lode) del giocatore classe’92, che non ha esitato, ancora una volta, a dilatare il suo cuore verso gli altri, ridisegnando le vere priorità.

Ecco la pallanuoto dal volto umano, che non cincischia né si intaglia in sterili rivoli. Cor ad cor loquitur. Andrea Scalzone comprovato campione dal cuore d’oro.

di Diego Scarpitti da ilmattino.it

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PARRELLA, I PALLANUOTISTI FIGLI DEL MEDICO CHE LOTTA NELLA TRINCEA DEL COTUGNO

DA “IL MATTINO” DI SABATO 14 MARZO 2020 – «CAMPIONATI FERMI, FACCIAMO PESI CON LE CASSETTE D’ACQUA ASPETTANDO CON ANSIA IL RIENTRO DI PAPÀ DALL’OSPEDALE»

LA STORIA

Jacopo Parrella

Jacopo Parrella

Pierpaolo Parrella

Pierpaolo Parrella

I due fratelli ritrovano il sorriso la sera, dopo un’attesa che da settimane è sempre più lunga e carica di ansie. Pierpaolo e Jacopo Parrella sono i figli di un medico impegnato in prima linea nella lotta al Coronavirus. Il dottor Roberto Parrella, direttore del dipartimento di malattie infettive a indirizzo respiratorio presso l’ ospedale Cotugno, è tra gli specialisti che hanno messo a punto la terapia con il farmaco anti-artrite che ha avuto positivi riscontri su alcuni contagiati.

«Siamo orgogliosi di lui e quando rientra a casa, dopo una giornata di enorme stress, cerchiamo di non affaticarlo anche con i nostri problemi ma di fargli sentire il sostegno della famiglia e di farlo dormire bene perché tanti hanno bisogno di lui il giorno dopo», racconta Jacopo, 17 anni, uno in meno del fratello.

Il primo gesto del dottor Parrella, quando torna a casa, è lavarsi le mani. «Una cosa semplice, banale, scontata, però nostro padre, quando sono scoppiati i primi focolai del Coronavirus, ci ha fatto capire quanto fosse fondamentale. E poi altri consigli, tra cui coprirsi bene per evitare di prendere la febbre». E prova a farlo capire a due ragazzi forti fisicamente, che non vedono l’ora di tuffarsi in piscina per un allenamento o una partita. «Abbiamo dato questi consigli ai nostri compagni e ai nostri amici: non basta l’ impegno dei medici negli ospedali per risolvere questa angosciante situazione».

A BORDOVASCA
Jacopo gioca da questa stagione nella prima squadra del Posillipo, dopo aver vinto il titolo europeo con la nazionale under 17, mentre Pierpaolo si è temporaneamente trasferito all’Arechi Salerno. Papà Roberto, compatibilmente con gli impegni di lavoro, li ha sempre seguiti. «Come tifoso e anche come medico a disposizione della squadra, condivide totalmente la passione per la pallanuoto». Tra la piscina e la casa sulla collina di Posillipo, dove spesso i ragazzi hanno festeggiato le vittorie.

«Da quando è cominciata questa storia drammatica, cerchiamo di ridurre al minimo le problematiche familiari. Certo, quasi tutti i nostri amici hanno i genitori a casa, invece nostro padre è impegnato più che mai. Quando ritroverà il tempo per le partite di pallanuoto vorrà dire che tutto questo è finito», racconta Jacopo, da una settimana pallanuotista a secco, come i suoi compagni del Posillipo che cercano di risollevarsi nel campionato di serie A sotto la guida del giovane allenatore Roberto Brancaccio.

L’ ultima partita nella piscina di Salerno una settimana fa, poi è scattata la serrata dello sport in tutta Italia. «Tapis roulant, cyclette, esercizi a corpo libero. E come pesi utilizziamo le cassette di acqua minerale», stavolta scappa un sorriso a Jacopo, che con il fratello ha compiuto tutto il percorso nelle giovanili posillipine, con un’esperienza nella Cesport, squadra napoletana di serie A2. A bordovasca il tifo del padre, della madre Edy, docente di matematica, e del fratello maggiore Manfredi, rientrato da Mantova in questi giorni. «Ci manca la pallanuoto ma abbiamo compreso perfettamente le ragioni di questa sosta forzata e torneremo a giocare soltanto quando i tempi saranno migliori». Adesso è l’ ora di continuare a fare il tifo per papà e i suoi colleghi del Cotugno.

f.d.l. © RIPRODUZIONE RISERVATA. IL MATTINO 14/03/2020Parrella - Il Mattino del 14-03-2020| Area Comunicazione

PALLANUOTO: IL CIRCOLO NAUTICO POSILLIPO SUL “CASO” PICCA

NOI CORRETTI; CIONONOSTANTE NESSUN RIGUARDO PER IL NOSTRO ATLETA

Con riferimento ad alcuni articoli apparsi oggi sul web, ci preme ribadire la correttezza dei comportamenti del CN Posillipo e del suo giocatore Antonio Picca in occasione della partita del campionato nazionale di Serie A1 di pallanuoto Rari Nantes Salerno- Posillipo.

Il giocatore, che non presentava alcun sintomo di alcuna patologia, si è regolarmente allenato nei giorni scorsi e nella mattinata di sabato. Convocato per la partita del pomeriggio a Salerno, al controllo, effettuato su tutti gli atleti, prima del riscaldamento in acqua (come da recenti disposizioni) gli è stato riscontrato qualche decimo di aumento della temperatura, senza nessun altro sintomo (va precisato che tutt’oggi l’atleta è senza febbre) pertanto, il giocatore è stato considerato indisponibile per l’incontro; incontro che si è regolarmente disputato, come anche auspicato dalla squadra ospitante e come ritenuto dal giudice di gara.

Va invece rimarcato il trattamento riservato al nostro atleta, al quale è stato intimato di uscire immediatamente dall’impianto, paventando, altrimenti, l’intervento delle forze dell’ordine, senza alcuna valida motivazione e senza considerazione per l’impegno del Sodalizio e per la dignità del giocatore.

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PALLANUOTO: CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELLA SQUADRA DI PALLANUOTO DI SERIE A1

GIOVEDÌ 17 OTTOBRE ALLE ORE 11.30 AL CIRCOLO POSILLIPO

Si terrà Giovedì 17 ottobre alle ore 11.30 al Circolo Nautico Posillipo, la conferenza stampa di presentazione della prima squadra di pallanuoto maschile del Posillipo impegnata nel campionato di Serie A1.

Alla Conferenza stampa, nei saloni del sodalizio, prenderanno parte: il presidente del Circolo Posillipo Vincenzo Semeraro, il vicepresidente sportivo Antonio Ilario, il vicepresidente amministrativo Antonio Parente, il consigliere alla pallanuoto Gennaro Fiorillo, il consigliere alla pallanuoto giovanile Sergio d’Abundo, il responsabile del settore tecnico della pallanuoto Carlo Silipo, l’allenatore della squadra di pallanuoto Roberto Brancaccio.

Tra gli invitati, l’Assessore allo Sport del Comune di Napoli Ciro Borriello che interverrà per un saluto e le autorità sportive e istituzionali cittadine e regionali.

Interverranno, inoltre, lo sponsor tecnico B-Personal nella persona di Giancarlo Bosso.

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CASA SOCIALE & SPORT: LINEABLU AL CIRCOLO POSILLIPO – IN ONDA A SETTEMBRE

UN PASSAGGIO AL CIRCOLO NAUTICO POSILLIPO DELLA TROUPE DELLA NOTA TRASMISSIONE DI RAIUNO CHE ANDRÀ IN ONDA A SETTEMBRE

Lineablu_2017Durante le riprese della trasmissione di RaiUNO, che andrà in onda a settembre in data che comunicheremo, i gommoni della troupe di LINEABLU si sono ormeggiati nel nostro porticciolo e la conduttrice Donatella Bianchi ha intervistato il Presidente del Circolo Vincenzo Semeraro, il consigliere Filippo Smaldone e atleti di alcune discipline sportive del sodalizio rossoverde: (da sinistra nella foto) Giorgia Deuringer (vela), Emanuele Russo (nuoto), Beniamino De Lucia (canoa), Simone Rosiello (scherma), il Presidente Semeraro, Tommaso Negri (pallanuoto), Marco Magliocca (nuoto), Simone Gambardella (scherma).

La puntata andrà in onda a settembre RAI UNO in data da stabilirsi

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PALLANUOTO: CAMPIONI D’ITALIA CON LA SQUADRA UNDER 20

VITTORIA SCUDETTO DELL’UNDER 20 A VITERBO. IL COMMENTO DI BRANCACCIO IN UNA INTERVISTA DI DIEGO SCARPITTI

«Dopo l’ottima Final Six sono soddisfatto dello scudetto vinto con pieno merito dai ragazzi dell’under 20. Due anni di crescita esponenziale e la stagione non è ancora finita: in gioco ancora l’under 15 e 13. Ringrazio di cuore chi ha creduto in me». Sorride Roberto Brancaccio sul piano vasca e si complimenta con i protagonisti di una cavalcata trionfale, conclusasi a Viterbo in maniera eccezionale. Entusiasmo alle stelle per il tecnico rossoverde, che nel 1996 aveva già conquistato il titolo nazionale juniores (all’epoca si chiamava così) contro il Bogliasco (5-3). «Impagabile e indescrivibile rivincere lo scudetto a distanza di 23 anni da allenatore: sono felice di far parte della Storia del Posillipo e di aver contribuito a questo significativo successo».

Roberto Brancaccio

Roberto Brancaccio

Prototipo del coach che lavora in silenzio, lontano dai riflettori, cresciuto con il «professore della pallanuoto», il compianto Paolo De Crescenzo, che dosa le dichiarazioni e mette in primo piano la forza del collettivo, Brancaccio riserva speciali ringraziamenti. «Dedico il trionfo a mia madre Giovanna, che da lassù mi segue costantemente, a papà Ernesto, a mia moglie Rossella, alle piccole Roberta e Anna. E naturalmente al fantastico team». Tra i tanti meriti di Brancaccio quello in particolare di aver ricreato, con l’intero staff sportivo, il senso di appetenza e una vera e propria identificazione al Circolo. Vivaio valorizzato a dovere. Non a caso Giampiero Di Martire ha totalizzato una cinquina in finale contro la Roma Nuoto (battuta ai tiri di rigore 12-9), premiato come miglior marcatore (insieme al giallorosso Francesco Faraglia: 7 gol a testa) e miglior giocatore del torneo («già lo sapevamo», urlano dagli spalti).

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da ilmattino.it
di Diego Scarpitti