UN APPROCCIO EQUILIBRATO E CONSAPEVOLE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEL BENESSERE DIGITALE
Standing room only venerdì sera nella Sala dei Trofei Benedetto Migliore per la presentazione dell’ultimo libro che Paolo Siani, pediatra, già primario dell’Ospedale Santobono di Napoli e vicepresidente della Commissione parlamentare bicamerale infanzia e adolescenza, ha pubblicato per i tipi di Giannini Editore nella collana Sorsi.
Un folto attento uditorio, tra cui studenti e insegnanti con la preside dell’Istituto Pontano di Napoli, ha seguito ed anche partecipato attivamente con domande sui numerosi spunti – e consigli – che questo prezioso vademecum offre riguardo a un tema di stringente attualità, il controllo della tecnologia e i rischi di un mondo iperconnesso.
Dopo i saluti del presidente del Circolo, Stefano Postiglione, che ha fatto omaggio a Siani di una copia del volume LA LEGGENDA sui cent’anni del Posillipo, ne hanno discusso con l’autore Isabella Continisio, psicologa della Federico II che del libro ha anche curato il capitolo “Emozioni per l’uso”, Roberto Di Salvo, avvocato, docente universitario e scrittore, e Raffaele Savonardo, sociologo della Federico II, esperto di teorie e tecniche della comunicazione. Moderatore Vittorio Del Tufo, giornalista e consigliere alla comunicazione, cultura ed eventi del Circolo.
Attenzione, le app sono strutturate per creare dipendenza psicologica, la stessa dipendenza che creano alcol e droghe! È l’allarme di Siani che da anni si occupa di tutela dei minori, salute pubblica ed educazione digitale, già autore di un libro sul cyberbullismo. Altro dato preoccupante: i nostri ragazzi dormono poco, vanno a letto col telefonino, la cui luce blu interferisce con un ormone del cervello che serve a far dormire, la melatonina, riducendola. In sintesi, quando l’uso dello smartphone smette di essere un passatempo e diventa una vera e propria patologia.
Vietare forse evita, certo non educa. Proibire non aiuta. D’altro canto la socialità digitale arricchisce quella reale, è utile all’umanità se ben utilizzata e controllata. Per cui, se è vero che i bambini non fanno quello che viene loro detto ma quello che vedono fare, occorre un’educazione, un’alfabetizzazione digitale a tutti i livelli, dalla scuola – fin dall’asilo – alle famiglie, alle istituzioni nazionali e sovranazionali. Occorre un “patto educativo” di comunità per trasferire ai giovani – che insegnano agli adulti l’utilizzo delle tecnologie – i filtri della cultura attraverso scelte consapevoli degli adulti.
Il libro, quindi, non parla “contro” la tecnologia, non la demonizza. Ne propone, invece, un approccio equilibrato e consapevole per il raggiungimento del benessere digitale, anche mediante una guida pratica, una sorta di “bugiardino per l’uso dei device” sulla falsariga di quelli che accompagnano le confezioni dei farmaci, con indicazioni sui rischi di un uso eccessivo, sulle precauzioni da adottare e sui segnali che devono indurre genitori e educatori a intervenire.
| Massimo Falco
| Area Comunicazione
